STAGIONE 2014.15: A MISURA D'UOMO

Si avvia un nuovo progetto triennale, A MISURA D’UOMO, che se da un lato conserva la tradizione del Gruppo Abeliano centrata prioritariamente sul teatro di prosa contemporaneo, dall’altro non smette di inaugurare nuovi percorsi.

mercoledì 6 agosto 2014

A MISURA D'UOMO on a human scale - Progetto Triennale di Ospitalità e Produzione - 2014/2017

Nuovo Teatro Abeliano 2014/2015
A misura d’uomo

On a human scale 




L'anno Teatrale 2014, quarantaquattresimo anno di attività dell’Abeliano, registra la conclusione del progetto triennale “HAPPY NEW THEATRE”, un lungo, originale e festoso benvenuto in Arte al Nuovo Teatro Abeliano, già definito da alcuni protagonisti della scena italiana e internazionale, uno dei più bei piccoli Teatri d’Italia. 

Si avvia un nuovo progetto triennale, A MISURA D’UOMO, che se da un lato conserva la tradizione del Gruppo Abeliano centrata prioritariamente sul teatro di prosa contemporaneo, dall’altro non smette di inaugurare nuovi percorsi. 

Per le produzioni prendono il via ben tre nuovi allestimenti. Il primo, dal titolo Blue Bird Bukowski, vede in scena Vito Signorile, nei panni del redivivo autore americano, guidato dalla regia di Licia Lanera per la drammaturgia di Riccardo Spagnulo: due giovani attori autori che sempre più si stanno imponendo nel panorama nazionale e internazionale per bravura e innovazione; il secondo fa parte di un percorso dedicato all’opera di Aldo Nicolaj, commediografo instancabile che ha disegnato le comiche tragedie delle relazioni quotidiane tra esseri umani. Con Mai stata sul cammello l’Abeliano darà vita a una commedia brillante sul tema delle relazioni tra donne che saranno interpretate da Tina Tempesta, Antonella Genga e Stefania Bove; nell’ambito del teatro per ragazzi e per le famiglie, si inscrive invece la produzione L’orco e lo sciocco che completa il ciclo della ricerca sulle fiabe popolari realizzata da Vito Signorile per il Dipartimento Scuola Educazione e che in questo nuovo allestimento vedrà la regia di Roberto Corradino, anch’egli autore, attore e regista under ’40 impegnato in molteplici percorsi artistici di rilievo. 

Per l’ospitalità si inaugura una felice contaminazione tra i pubblici che potranno spaziare tra le rassegne ACTOR, il cartellone storico del Teatro Abeliano, TO THE THEATRE, dedicato al nuovo teatro contemporaneo, e PRIMA RIBALTA, centrato sulle produzioni al debutto, cogliendo il meglio della tradizione e scoprendo i nuovi talenti pugliesi e nazionali. 
Alle famiglie è dedicato l’appuntamento domenicale con A TEATRO CON MAMMA E PAPA’ che propone una ricca proposta di teatro per ragazzi, scelta tra le migliori compagnie nazionali del settore, e ancora per i ragazzi è la rassegna LA SCUOLA VA A TEATRO programmata in matinèe. Si inaugura inoltre una nuova sezione che legge e dà spazio alle moltissime proposte artistiche inoltrate da giovani autrici e registe: I’M NOT A LADY è una sezione articolata in cinque appuntamenti con proposte tutte al femminile e centrate sulla differenza di genere. Compagnie storiche e progetti di coproduzione, ensemble artistiche unite intorno a un progetto produttivo e giovanissimi che si sono appena affacciati al teatro. Alcune esperienze sono radicate nel territorio, altre sono proposte di attori migranti di ritorno, altre ancora hanno da poco vinto prestigiosi premi o hanno cominciato con Principi Attivi la loro storia di arte e lavoro. L’ospitalità dell’Abeliano è anche questo: una casa, un punto d’approdo e di partenza per chi si sente a casa solo su un palcoscenico. 
Nel foyer inoltre, incontri di lettura, mostre e presentazione di nuovi prodotti editoriali privilegiando le case editrici indipendenti. 

Oltre 150 giornate di apertura per un’offerta che si rivolge a un pubblico vivo e curioso, capace di amare e appassionarsi ai diversi linguaggi dell’arte, senza preclusioni e differenziazioni di genere, capace di spaziare dalla grande tradizione d’attore al teatro contemporaneo, dai testi classici alle nuove scritture, di partecipare alle serate e di essere in famiglia al pomeriggio per godersi una fiaba. Spettatori diversi per diversi spettacoli accomunati tra loro dall’unica qualità che fonda il teatro: la capacità di comunicare, partecipare sensi e significati, emozionare. Con l’auspicio di costruire insieme una comunità culturale, capace di farsi portavoce di un festoso progetto umano.

venerdì 25 luglio 2014

A MISURA D'UOMO on a human scale Rassegne e Compagnie Ospiti - Stagione Teatrale 2014/2015


Campagna Abbonamenti Stagione 2014/2015

ACTOR

8 spettacoli - Sabato ore 21.00, domenica ore 18.00
Abbonamento intero € 150
Abbonamento ridotto* € 125

*Il prezzo ridotto è riservato a tutti gli abbonati e loro amici che confermeranno o prenoteranno l'abbonamento entro il 31 luglio. Le riduzioni sono riservate agli  amici della Chiesa della Resurrezione, agli under 25 anni e agli over 65

TO THE THEATRE

10 spettacoli - Venerdì e sabato ore 21.00, domenica ora 18.00 solo per alcuni spettacoli
Abbonamento intero € 70
Ingresso intero € 10, ridotto* € 8

*Le riduzioni sono riservate a tutti gli abbonati alle altre rassegne e agli studenti universitari in possesso di libretto

PRIMA RIBALTA

10 spettacoli - Venerdì ore 21.00
Ingresso intero € 10, ridotto* € 8

*Le riduzioni sono riservate a tutti gli abbonati alle altre rassegne e agli studenti universitari in possesso di libretto

A TEATRO CON MAMMA E PAPÀ

7 spettacoli - Domenica ore 17.00 e 19.00
Abbonamento intero valido per 2 persone (1 bambino + 1 adulto) € 70,00 
Abbonamento ridotto* valido per 2 persone (1 bambino + 1 adulto) € 56,00 
Ingresso intero € 7,50

*Il prezzo ridotto è riservato a tutti gli abbonati e loro amici che confermeranno o prenoteranno l'abbonamento entro il 31 luglio. Le riduzioni sono riservate agli  amici della Chiesa della Resurrezione, agli under 25 anni e agli over 65

I'M NOT A LADY 

5 spettacoli nel mese di aprile 2014 - Giovedì ore 21.00
Abbonamento intero € 35,00 
Ingresso singolo  € 10,00

ABBONAMENTO SHAKE

3 spettacoli Actor, 3 spettacoli To The Theatre, 3 spettacoli Prima Ribalta € 81,00 



A MISURA D'UOMO on a human scale - I Nuovi Spettacoli Del GRUPPO ABELIANO


Mai stata sul cammello?
Di Aldo Nicolaj
Regia Vito Signorile
Con tina Tempesta, Antonella Genga, Stefania Bove

Sono tutte buone le mamme del mondo? O ce ne sono anche delle maligne, delle cattivelle? La protagonista di questa commedia, un angioletto certo non è. Ma più che condannare bisogna capire, una nonagenaria che nella vita ha sempre dominato e che all’improvviso corre il rischio di rimanere sola, perché la figlia cinquantenne la vuole lasciare per un extracomunitario di cui si è innamorata. Diciamo che la nostra nonagenaria agisce per legittima difesa e questo, chi la giudica, deve considerarlo. Ho scritto qualche anno fa la commedia per Paola Borboni, che ne sarebbe stata l’interprete ideale, ma non fece in tempo a mettere in scena questo personaggio che mi aveva ispirato”. (Aldo Nicolaj)
Olga è una vecchia signora novantenne, arzilla, intraprendente, che non dimostra l’età che ha, a cui piace mangiare dolci e giocare. La vittima preferita dei suoi giochi è la figlia, alla quale poco concede in fatto di vita privata. Ad Elsa rimprovera di non essere riuscita a costruirsi una vita decente, di essere invecchiata troppo presto e di non saper sfruttare le occasioni che le si propongono. Tra le due s’inserisce Iris, giovane domestica tuttofare, fanatica di telenovelas, che riesce a mediare tra i loro opposti caratteri, ottenendo le rispettive confidenze.
Un’ energica novantenne ed una figlia succube che incerta si muove tra il senso di colpa, l'obbligo morale ed il desiderio di libertà, ci riportano a un tema universale e attuale, con l’ironia tragicomica tipica delle commedie di Nicolaj.

Blue Bird Bukowski
Di Riccardo Spagnulo
Regia Licia Lanera
con Vito Signorile e Mary Dipace
luci Vincent Longuemare
realizzazione scene Michele Iannone

Bukowski è morto? Sembra di sì, se andiamo a controllare la sua biografia: il vecchio Buk ci ha lasciato nel 1994. Eppure le librerie sono piene dei sui romanzi e delle raccolte poetiche che vendono molto bene. Ogni anno spunta qualche manoscritto non ancora pubblicato, ma soprattutto, nella memoria dei suoi lettori e nell’immaginario collettivo, permane la figura dell’anti-intellettuale così attaccato alla vita, da preferire corse di cavalli e donne ai salotti letterari. Bukowski, in un colpo solo, ha mandato a quel paese il sogno americano e ha rivelato in modo sarcastico e disincantato tutta l’ordinaria follia del mondo occidentale. Ci siamo chiesti, se tornasse indietro, se si risvegliasse all'interno di una squallida camera di obitorio, cosa farebbe. La risposta è: esattamente quello che ha fatto per tutta una vita: bere, scommettere, fare l’amore e soprattutto scrivere, scrivere e ancora scrivere. In scena, questo fantasma, che ci ricorda che la vita deve essere vissuta fino in fondo (altrimenti vita non è), ridiventa corpo per tentare rocambolescamente una nuova avventura che ruota attorno all’ennesima donna da conquistare (una guardiana-infermiera), ad un’altra scommessa da vincere, all’ultima esperienza da vivere e raccontare.

Bukowski, che ha vissuto da emarginato nei sobborghi delle grandi città per trent’anni prima di venire scoperto come autore, conquista il centro del palcoscenico per mostrare a tutto il pubblico che le apparenze non contano: quello che conta è l’azzardo di ciascuno di noi, quello che siamo disposti a perdere.

La Regina Taitù
Testo e regia di Vito Signorile
Con Enzo Vacca, Roberto Corradino, Betti Lusito, Michele Stella
Costumi Francesco Capece
Musiche Davide Ceddia


Principessa bellissima e inavvicinabile, Taitù non si decide a sposarsi e nonostante il gran desiderio di suo padre il Re di avere finalmente dei nipotini, continua a rifiutare la corte di tutti i pretendenti che le si avvicinano. Fino a quando il re Capacalda escogiterà un tranello per passare proprio con lei una notte nel castello. Da questa avventura e dalle peripezie che ne seguiranno, Taitù conoscerà finalmente la vera felicità, imparerà ad essere più umile e a … non farsi sottomettere. Dal racconto popolare fino alla Bisbetica domata, un racconto d’amore, tranelli, segreti e lieto fine.

L’Orco e lo sciocco
Di Vito Signorile
Regia di Roberto Corradino
Con Enzo Vacca, Roberto Corradino, Betti Lusito, Michele Stella
Musiche Davide Ceddia


Legato al tema classico del figlio sciocco in una famiglia numerosa, lo spettacolo è la rielaborazione di una fiaba della tradizione popolare. Locco, il più piccolo di sette fratelli, è un figlio sciocco che però ha fiducia in se stesso e pensa che un giorno diventerà ricco e regalerà alla madre una fattoria. Sempre denigrato, decide di andare via di casa in cerca di fortuna e tra mille peripezie e avventure conosce addirittura l’Orco. Ma quest’Orco, a differenza di quanto si dice, è un uomo buono e saggio con cui Locco stringe amicizia e vive anni bellissimi, fino a quando la lontananza dalla famiglia non si fa troppo pesante e proprio Orco gli concede di tornare a casa. Prima della partenza gli affida il dono di una formula magica che gli garantirà la buona accoglienza della burbera madre. Ma saprà Locco usare bene il dono che Orco gli ha affidato?

Scèche – Spirre a Barevecchie
Da Tiadre di Vito carofiglio
Regia Vito Signorile
Con Vito Signorile e Davide Ceddia

Nella cornice di un sogno prendono vita i più importanti personaggi e “pezzi” del teatro di Shakespeare. Tra le vie di Bari Vecchia si incontrano Amleto, Romeo, Falstaff, Lear, Marcantonio, Bruto. La loro lingua è quella della vita, della città antica, il dialetto.
Tratto da Tiadre di Vito Carofiglio, sapiente traduzione in lingua barese di alcuni passaggi fondamentali dal teatro shaekesperiano, lo spettacolo affida all’interpretazione di Vito Signorile e alla voce e alla musica di Davide Ceddia, la ricostruzione onirica di personaggi, inquietudini e sogni classici e sempre contemporanei. I personaggi di Shakespeare riportati nei vicoli e le corti di Bari vecchia tornano alla vita in una nuova lingua che fa emergere anime e tormenti di tutti. Per tutti.

La recitazione assolutamente convincente è stata arricchita da canti e musiche perfettamente in armonia con i testi. Uno spettacolo di pregio, di grande valore culturale. Fortemente consigliato a tutti coloro che amano il contatto con la cultura barese, un must per le scuole. Rita Branca

So tender so desperate
Di e con Vito Signorile

E’ una bellissima poesia di Jacques Prevèrt a prestare il titolo a questo spettacolo. Musica e Parole d’amore per lasciarsi trasportare nella dolcezza e nella passione di un sentimento che non ha età, non ha strategie, non ha tempo. Ma colpisce con un tonfo al cuore che non si confessa.
Vito Signorile assapora e attraversa le Parole e i Canti di Shakespeare, Dante, Ovidio, Lorca, Prevert e si lascia trasportare da Note e Canzoni d’amore che coinvolgono e fanno sognare e spesso si sostituiscono a quello che non sappiamo dire se non con gli occhi.

Una “recita” del cuore per dichiarare: Signore e Signori, ecco il nostro inno all’amore di tutti i tempi. Il nostro omaggio dal sapore antico alla donna di oggi. 

Dante sui Sagrati
Dalla Divina Commedia di dante Alighieri e dall’opera omonima di Gaetano Savelli
Di e con Vito Signorile

Poetico, lirico, tragico, politico, indignato: Dante letto fuori dai banchi di scuola ci restituisce tutta la rabbia, l’incanto, la passione, la commozione di un uomo di 800 anni fa, perso nel mezzo del cammin della sua vita, come perso è ancora ogni uomo. Come innamorato, stupito, deluso, fiducioso, è ancora ogni uomo.
Gaetano Savelli, autore e poeta barese, fece della Divina Commedia una sua traduzione in lingua dialetto, ritrovando attraverso il colore e la sonorità della lingua barese, quell’ulteriore poetico che solo alcune espressioni sanno dare.
Vito Signorile rilegge, in contesti straordinari, sui sagrati delle chiese e nelle corti delle città, alcuni canti dell’Inferno e del Paradiso, nella lingua dantesca originale e nella lingua tradotta di Savelli, per restituire alla Commedia dantesca, quell’autentica contemporaneità che solo i classici hanno.



Storie
Regia Vito Signorile
Con Vito Signorile e Davide Ceddia

Storie e racconti della tradizione orale barese e della nuovissima creatività popolare, “cavalli da battaglia” per tutti i felici intrattenitori di convivi. Ritornelli, allusioni, narrazioni senza fine che fanno parte di un immenso patrimonio immateriale. In un gioco ritmico di parole, canzoni, Storie antiche e nuove, che avvolgono e coinvolgono il pubblico di tutte le età, Vito Signorile e Davide Ceddia si concedono il piacere di divertirsi e divertire rispolverando quelle antiche bonarietà e cattiverie, con cui i più anziani e i più giovani amano ancora intrattenersi, imponendo una gioiosa pausa al vorticoso tran tran quotidiano.




Ragù
Di e con Vito Signorile

Lo spettacolo, nato vent'anni fa durante la stagione teatrale 1987-1988 come una raccolta di tiritere, proverbi, storielle personaggi, piccoli e grandi pezzi di realtà popolare di Bari, ma non solo, col tempo si è arricchito di testi, di riflessioni, di indovinelli, battute, canti e filastrocche e soprattutto del vivo apporto del pubblico che è riuscito a “insaporirlo”.
Un “ragù” misto di comicità, del buonumore, della genuinità della vecchia tradizione orale barese ma anche di testi della più alta cultura dialettale come brani tratti dalla Divina Commedia veltate alla barese del poeta Gaetano Savelli o di un toccante Re Lear “trasportato” a Bari dalla genialità di Vito Carofiglio.

Dallo spettacolo Ragù è nato un libro edito da Il Gelso Rosso. Nel volume, arricchito dalle illustrazioni del pittore Michele Damiani, e nel DVD allegato si ritroverà quella Bari che i bisnonni raccontavano ai loro nipoti nelle lunghe serate invernali attorno al braciere o davanti all’uscio di casa alla luce della luna estiva, un patrimonio di cultura e di costume a rischio di scomparsa che, per fortuna, Vito Signorile si ostina a preservare e conservare attraverso la delicata e appagante arte del raccontare, un'arte capace di intrattenere, divertire, sorprendere, meravigliare, commuovere, far sorridere e ridere attraverso il solo suono della parola, la sola intonazione di voce.

IL GRUPPO ABELIANO PROVA BUKOWSKI



Note dell’autore
Bukowski è morto? Sembra di sì, se andiamo a controllare la sua biografia: il vecchio Buk ci ha lasciato nel 1994. Eppure le librerie sono piene dei sui romanzi e delle raccolte poetiche che vendono molto bene. Ogni anno spunta qualche manoscritto non ancora pubblicato, ma soprattutto, nella memoria dei suoi lettori e nell’immaginario collettivo, permane la figura dell’anti-intellettuale così attaccato alla vita, da preferire corse di cavalli e donne ai salotti letterari. Bukowski, in un colpo solo, ha mandato a quel paese il sogno americano e ha rivelato in modo sarcastico e disincantato tutta l’ordinaria follia del mondo occidentale. Ci siamo chiesti, se tornasse indietro, se si risvegliasse all'interno di una squallida camera di obitorio, cosa farebbe. La risposta è: esattamente quello che ha fatto per tutta una vita: bere, scommettere, fare l’amore e soprattutto scrivere, scrivere e ancora scrivere. In scena, questo fantasma, che ci ricorda che la vita deve essere vissuta fino in fondo (altrimenti vita non è), ridiventa corpo per tentare rocambolescamente una nuova avventura che ruota attorno all’ennesima donna da conquistare (una guardiana-infermiera), ad un’altra scommessa da vincere, all’ultima esperienza da vivere e raccontare.
Bukowski, che ha vissuto da emarginato nei sobborghi delle grandi città per trent’anni prima di venire scoperto come autore, conquista il centro del palcoscenico per mostrare a tutto il pubblico che le apparenze non contano: quello che conta è l’azzardo di ciascuno di noi, quello che siamo disposti a perdere.
Uno scossone necessario, in tempi di incertezza. Per questo viva, viva Bukowski!

Note di produzione 
Pensare a Bukowski oggi è come pensare a una possibilità di vita che non c’è più: quella precarietà esistenziale che si faceva anche precarietà quotidiana, la dissolutezza ma anche la possibilità di riscatto, la gioia di vivere al limite dell’autodistruzione, il viaggio e il ricominciare da capo, hanno lasciato il posto a un più ombroso senso dell’ineluttabile, a una precarietà del quotidiano che poco spazio lascia alla poesia. Eppure di quel ‘900 non ci siamo davvero liberati. C’è un’anima blues e jazz che ancora persiste, che chiama all’idea di viaggio, all’idea di sogno. C’è un odore di cantina e di vino e poesia ancora nei sogni e negli incubi di un’intera generazione, desiderio e nostalgia di perdersi in una straziante bellezza.
Bukowski è ancora tutto questo. Lo spettacolo sarà ancora tutto questo. Non uno spettacolo su di lui, che tanto ha lasciato in termini di poesie, racconti, sceneggiature, testimonianze e aneddoti, ma su di noi, sulla nostalgia di quel sogno, sul desiderio irrefrenabile, sul piacere e il dispiacere di non avere più tempo, su un’immedicabile voglia di vita.
La drammaturgia è affidata a un giovane autore, Riccardo Spagnulo, attore egli stesso (candidato premio UBU come miglior attore under 30 e migliore novità italiana).
Ancora una giovane per la regia: Licia Lanera che già conta su importanti riconoscimenti e si impone nella scena italiana per la sua poetica allo stesso tempo sacrale e dissacrante.
Protagonista Vito Signorile, attore, regista,fondatore del Gruppo Abeliano e uomo di “ordinaria follia” che con spensieratezza ama rimettere in gioco se stesso all’apice della sua carriera (Costruzione di un Nuovo Teatro, il quarto nella città di Bari; innamoramenti e entusiastiche aperture alle collaborazioni ecc.) che in oltre quaranta anni di palcoscenico ha attraversato grandi classici del teatro, drammaturgia contemporanea, poesia, musica e teatro popolare.

Da ottobre 2014 al Nuovo Teatro Abeliano

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