BUKOWSKI

COMING SOON

A TEATRO CON MAMMA E PAPA'

RASSEGNA 2014 2015

ARLECCHINO ;

PRIMA RIBALTA 20 MARZO ORE 21,00

mercoledì 6 agosto 2014

A MISURA D'UOMO
Ospitalità e Produzione 2014/2017

Nuovo Teatro Abeliano 2014/2015

A misura d’uomo

On a human scale 




L'anno Teatrale 2014, quarantaquattresimo anno di attività dell’Abeliano, registra la conclusione del progetto triennale “HAPPY NEW THEATRE”, un lungo, originale e festoso benvenuto in Arte al Nuovo Teatro Abeliano, già definito da alcuni protagonisti della scena italiana e internazionale, uno dei più bei piccoli Teatri d’Italia. 

Si avvia un nuovo progetto triennale, A MISURA D’UOMO, che se da un lato conserva la tradizione del Gruppo Abeliano centrata prioritariamente sul teatro di prosa contemporaneo, dall’altro non smette di inaugurare nuovi percorsi. 

Per le produzioni prendono il via ben tre nuovi allestimenti. Il primo, dal titolo Blue Bird Bukowski, vede in scena Vito Signorile, nei panni del redivivo autore americano, guidato dalla regia di Licia Lanera per la drammaturgia di Riccardo Spagnulo: due giovani attori autori che sempre più si stanno imponendo nel panorama nazionale e internazionale per bravura e innovazione; il secondo fa parte di un percorso dedicato all’opera di Aldo Nicolaj, commediografo instancabile che ha disegnato le comiche tragedie delle relazioni quotidiane tra esseri umani. Con Mai stata sul cammello l’Abeliano darà vita a una commedia brillante sul tema delle relazioni tra donne che saranno interpretate da Tina Tempesta, Antonella Genga e Stefania Bove; nell’ambito del teatro per ragazzi e per le famiglie, si inscrive invece la produzione L’orco e lo sciocco che completa il ciclo della ricerca sulle fiabe popolari realizzata da Vito Signorile per il Dipartimento Scuola Educazione e che in questo nuovo allestimento vedrà la regia di Roberto Corradino, anch’egli autore, attore e regista under ’40 impegnato in molteplici percorsi artistici di rilievo. 

Per l’ospitalità si inaugura una felice contaminazione tra i pubblici che potranno spaziare tra le rassegne ACTOR, il cartellone storico del Teatro Abeliano, TO THE THEATRE, dedicato al nuovo teatro contemporaneo, e PRIMA RIBALTA, centrato sulle produzioni al debutto, cogliendo il meglio della tradizione e scoprendo i nuovi talenti pugliesi e nazionali. 
Alle famiglie è dedicato l’appuntamento domenicale con A TEATRO CON MAMMA E PAPA’ che propone una ricca proposta di teatro per ragazzi, scelta tra le migliori compagnie nazionali del settore, e ancora per i ragazzi è la rassegna LA SCUOLA VA A TEATRO programmata in matinèe. Si inaugura inoltre una nuova sezione che legge e dà spazio alle moltissime proposte artistiche inoltrate da giovani autrici e registe: I’M NOT A LADY è una sezione articolata in cinque appuntamenti con proposte tutte al femminile e centrate sulla differenza di genere. Compagnie storiche e progetti di coproduzione, ensemble artistiche unite intorno a un progetto produttivo e giovanissimi che si sono appena affacciati al teatro. Alcune esperienze sono radicate nel territorio, altre sono proposte di attori migranti di ritorno, altre ancora hanno da poco vinto prestigiosi premi o hanno cominciato con Principi Attivi la loro storia di arte e lavoro. L’ospitalità dell’Abeliano è anche questo: una casa, un punto d’approdo e di partenza per chi si sente a casa solo su un palcoscenico. 
Nel foyer inoltre, incontri di lettura, mostre e presentazione di nuovi prodotti editoriali privilegiando le case editrici indipendenti. 

Oltre 150 giornate di apertura per un’offerta che si rivolge a un pubblico vivo e curioso, capace di amare e appassionarsi ai diversi linguaggi dell’arte, senza preclusioni e differenziazioni di genere, capace di spaziare dalla grande tradizione d’attore al teatro contemporaneo, dai testi classici alle nuove scritture, di partecipare alle serate e di essere in famiglia al pomeriggio per godersi una fiaba. Spettatori diversi per diversi spettacoli accomunati tra loro dall’unica qualità che fonda il teatro: la capacità di comunicare, partecipare sensi e significati, emozionare. Con l’auspicio di costruire insieme una comunità culturale, capace di farsi portavoce di un festoso progetto umano.

venerdì 25 luglio 2014

CAMPAGNA ABBONAMENTI
Stagione Teatrale 2014/2015




 ACTOR 

 8 spettacoli - sabato ore 21.00, domenica ore 18,00 


- Abbonamento intero € 150 - Abbonamento ridotto* € 125


*Il prezzo ridotto è riservato a tutti gli abbonati e loro amici che confermeranno o prenoteranno l'abbonamento entro il 31 luglio. Le riduzioni sono riservate agli  amici della Chiesa della Resurrezione, agli under 25 anni e agli over 65


 TO THE THEATRE 

 10 spettacoli  

 Venerdì e sabato ore 21.00, domenica ore 18.00 solo per alcuni  spettacoli 


- Abbonamento intero € 70 - Ingresso intero € 10, ridotto* € 8


*Le riduzioni sono riservate a tutti gli abbonati alle altre rassegne e agli studenti universitari in possesso di libretto


 PRIMA RIBALTA 

 10 spettacoli - Venerdì ore 21.00 


- Ingresso intero € 10, ridotto* € 8


*Le riduzioni sono riservate a tutti gli abbonati alle altre rassegne e agli studenti universitari in possesso di libretto


 I'M NOT A LADY 

 5 spettacoli nel mese di aprile 2014 - Giovedì ore 21.00 


- Abbonamento intero € 35,00 

- Ingresso singolo  € 10,00


 A TEATRO CON MAMMA E PAPÀ 

 7 spettacoli - Domenica ore 17.00 e 19.00 


- Abbonamento intero valido per 2 persone (1 bambino + 1 adulto) € 70,00

- Abbonamento ridotto* valido per 2 persone (1 bambino + 1 adulto) € 56,00

- Ingresso intero € 7,50


*Il prezzo ridotto è riservato a tutti gli abbonati e loro amici che confermeranno o prenoteranno l'abbonamento entro il 31 luglio. Le riduzioni sono riservate agli  amici della Chiesa della Resurrezione, agli under 25 anni e agli over 65

 ABBONAMENTO SHAKE  

( pacchetto di 9  spettacoli ) 

 3 spettacoli Actor, 3 spettacoli To The Theatre, 3 spettacoli  Prima Ribalta 

- Abbonamento intero € 81,00 




RICCARDO E LUCIA
27 febbraio 2015

PRIMA RIBALTA


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Teatrificio22
con Ivana Lotito e Pio Stellaccio
di e con Claudia Lerro, liberamente ispirato al diario di Riccardo Lerro
regia di Claudia Lerro

È una storia semplice, quella di un uomo e di una donna e del loro amore eterno ma imperfetto. Poeta e attivista politico il primo, donna semplice la seconda, i due si ritrovano naufraghi (sia pure in modo diverso) dello stesso Fascismo, in una Puglia povera ma laboriosa. “Riccardo e Lucia” è una storia vera: il racconto di una vita realmente vissuta che si muove seguendo il filo rosso dell’amore, della passione politica e del dolore nell’assenza. Mentre il pubblico si accomoda sulle poltrone, una donna sola sul palco aspetta che finalmente si faccia silenzio. “Finalmente”, dopo una vita di dolore, di assenze, di promesse tradite ma anche di risate, di meraviglia, d’amore. Perché la vita è così. Un susseguirsi ininterrotto di buio e luce, di primavere ed inverni. Quella donna lì, che attende immobile l’inizio dello spettacolo e la fine della vita, è Lucia: mia nonna.  E questa è la sua storia, i suoi inverni, le sue primavere. La sua e quella dell’unico suo eterno amore: Riccardo, mio nonno. Tutto quello che ho raccontato è assolutamente vero. A volte incredibilmente, paradossalmente vero. Perché la vita è così: a volte troppo bella per essere vera, altre volte troppo amara perché si possa sopportare

27 febbraio 2015





STORIE DI LUPO
1 marzo 2015 ore 17,00 e 19,00

A TEATRO CON MAMMA E PAPA'




da: Lettere a un lupo  e da Le foreste sorelle di Giuliano Scabia

Con: Lenia Gadaleta, Roberta Quarta, Simonetta Rotundo                                                
Regia: Fabio Tolledi                                                                                                                 Macchine sonore: Antonio De Luca                                                                              
Genere: teatro d’attore                                                                                                           Durata: 1 ora
Età consigliata: 4-11
Produzione: Astràgali Teatro

Lo spettacolo utilizza gli  elementi fondamentali del lavoro di Giuliano Scabia. 
In primo luogo il ribaltamento della figura del lupo, che da animale minaccioso e divoratore di bambini diventa ciò che  semplicemente è: un animale selvaggio, che fa parte della  natura. La natura oggi si trova in uno stato di inferiorità e di fragilità rispetto all’uomo. L’uomo ha una forte responsabilità in questo e il suo comportamento  può determinare un’influenza notevole sulla vita di ogni  specie e sulla sua stessa esistenza futura. Il protagonista lascia nel bosco alcune lettere indirizzate al lupo, che  da creatura spaventosa e avversa diventa un interlocutore silenzioso e benevolo. Al lupo  G. confida  tutti i suoi pensieri, le ansie, le malinconie riguardo a ciò che vive, mettendo in evidenza le contraddizioni e a volte la stupidità dell’uomo contemporaneo. I temi prevalenti nel testo riguardano il rapporto con la natura e l’azione a volte positiva, a volte sconsiderata dell’uomo su di essa, aprendo ad una riflessione sul nostro modo di vivere la vita, di cui il lupo è acuto osservatore. In una delle ultime lettere il lupo  aiuta l’uomo “a ritrovare i fondamenti del gioco e dell’amore”. I bambini vengono coinvolti attivamente creando una suggestiva ambientazione sonora attraverso la costruzione dei suoni, grazie alla loro voce e all’utilizzo delle macchine sonore di Antonio De Luca (uno dei più importanti artisti salentini, che utilizza materiale naturale e di riciclo - pietre, acqua, fili di cotone, plastica - per produrre suoni).

1 marzo 2015 ore 17,00 e 19,00



domenica 13 luglio 2014

IL SINDACO
6 marzo 2015

PRIMA RIBALTA



Regia Angelo Tanzi

Gerardo, protagonista dello spettacolo, è il primo cittadino di un piccolo paese della Calabria dove anni prima era sbarcata una nave di clandestini ai quali Gerardo aveva dato asilo ospitandoli nelle vecchie case del centro storico ormai abbandonato. Lo spettacolo nasce e finisce con il protagonista che dorme, metafora di un sogno forse impossibile da realizzare. La vita pubblica e privata dell’uomo, si intrecciano fortemente a dimostrare che tra il politico e la persona non dovrebbe esserci differenza. Tanzi lo interpreta con una cadenza del sud che lo rende divertente, ma anche profondamente umano. Il testo, scritto da Flora Farina, è il tentativo vero e reale di una sfida all’intolleranza e all’incapacità di capirsi, dimostrando alla fine che sensibilità e coscienza non possono combattere contro l’ottusità dilagante.
A scandire i tempi di questo racconto - in bilico tra fatto di cronaca, allarme sociale ed esperienza umana - c'è il sogno. E come in un sogno, anche qui tutto è vero e tutto è finto. Tutto diventa possibile, plausibile, credibile, ma anche l'esatto contrario. Fino al risveglio, che è soprattutto presa di coscienza, e che svelerà la realtà in tutta la sua ineluttabile condizione.

Rimane la certezza di aver intravisto, tra divagazioni oniriche, platee immaginarie, sigarette e qualche gatto, il tentativo vero e reale di una sfida all'intolleranza e all'incapacità di capirsi.

6 marzo 2015



giovedì 19 giugno 2014

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
7 e 8 marzo 2015

ACTOR


















Adattamento teatrale: MICHELE BIA

Produzione TEATROSCALO SCALAMERCALLI/ Skèné Produzioni Teatrali

Con Franco Ferrante / Marco Grossi/ Rafaele Braia/ Marianna De Pinto/Maurizio Semeraro/ Nicola Cucinelle

Scenografia Laboratorio scenografico Teatroscalo e Malalinga
Costumi Sartoria Teatroscalo
Regia Franco Ferrante / Marco Grossi
Supervisione Michele Bia
- LO SPETTACOLO

Lo spettacolo è tratto dall’omonimo film di Dino Risi, con Vittorio Gassman e Ugo Tognazzi , sceneggiatura di Age e Scarpelli.
Un film del 1971, ma sempre spaventosamente attuale.
Un ritratto duro e impietoso dell’ Italia, riconoscibile ancora oggi, nonostante Mani pulite, Prima e Seconda Repubblica.
Un giallo che ha in sé i toni grotteschi della commedia più amara e cinica, dove si ride per l’intelligenza dei dialoghi e l’ironia delle situazioni, ma si resta sconvolti dalla triste autenticità di personaggi che suscitano la stessa antipatia di certi politici attuali.
Dino Risi da quel genio che era, aveva capito tutto; aveva capito che il nostro paese ha paura di cambiare, e certe leggi imperfette e discutibili sono fatte a tutela di certi personaggi interessati più al proprio tornaconto personale che al bene della comunità.
“In nome popolo italiano” è una delle più pungenti commedie italiane di tutti i tempi.
7 e 8 marzo 2015




BLUE BIRD BUKOWSKI
13 e 14 marzo 2015

TO THE THEATRE


Drammaturgia Riccardo Spagnulo
Regia Licia Lanera
Con Vito Signorile e Mary Dipace
Luci Vincent Longuemare
Realizzazione scene Michele Iannone
Responsabile tecnico Roberto De Bellis

Bukowski è morto? Sembra di sì, se andiamo a controllare la sua biografia: il vecchio Buk ci ha lasciato nel 1994. Eppure le librerie sono piene dei sui romanzi e delle raccolte poetiche che vendono molto bene. Ogni anno spunta qualche manoscritto non ancora pubblicato, ma soprattutto, nella memoria dei suoi lettori e nell’immaginario collettivo, permane la figura dell’anti-intellettuale così attaccato alla vita, da preferire corse di cavalli e donne ai salotti letterari. Bukowski, in un colpo solo, ha mandato a quel paese il sogno americano e ha rivelato in modo sarcastico e disincantato tutta l’ordinaria follia del mondo occidentale. Ci siamo chiesti, se tornasse indietro, se si risvegliasse all'interno di una squallida camera di obitorio, cosa farebbe. La risposta è: esattamente quello che ha fatto per tutta una vita: bere, scommettere, fare l’amore e soprattutto scrivere, scrivere e ancora scrivere. In scena, questo fantasma, che ci ricorda che la vita deve essere vissuta fino in fondo (altrimenti vita non è), ridiventa corpo per tentare rocambolescamente una nuova avventura che ruota attorno all’ennesima donna da conquistare (una guardiana-infermiera), ad un’altra scommessa da vincere, all’ultima esperienza da vivere e raccontare.
Bukowski, che ha vissuto da emarginato nei sobborghi delle grandi città per trent’anni prima di venire scoperto come autore, conquista il centro del palcoscenico per mostrare a tutto il pubblico che le apparenze non contano: quello che conta è l’azzardo di ciascuno di noi, quello che siamo disposti a perdere.


13 e 14 marzo 2015




IL PICCOLO PRINCIPE
15 marzo 2015

A TEATRO CON MAMMA E PAPÀ



                                                                                           


con Maria Marino e Francesco Aiello
luci e audio Eros Leale e Geppino Canonaco
adattamento teatrale, scene e regia Dora Ricca

Il Piccolo Principe di Antoine De Saint- Exupéry, è un capolavoro della letteratura non solo per ragazzi.          
È un racconto allegorico della nostra avventura umana. 
È una parabola sull’infanzia e l’età adulta, sull’amicizia  e sull’amore, sulla paura ed il coraggio,  sulla morte 
e la speranza. È un trattato sulle debolezze umane, sui paradossi della società.                                                                  
Dal 1943, anno della sua pubblicazione è stato tradotto in più di 125  lingue, milioni di persone si sono lasciate emozionare e commuovere dalle dolci frasi di questo malinconico scrittore/aviatore.
È la storia di un incontro tra un pilota, caduto con il suo aereo in avaria nel deserto del Sahara, e un bambino,  abitante di un asteroide, poco più grande di lui.
La  trasposizione teatrale, ne segue interamente il clima e la storia, puntuale anche nei flash/back  e nel viaggio interstellare. Il suo viaggio tra gli asteroidi surreali  traccia fedelmente i caratteri dei personaggi che incontra: il re, il vanitoso, l’ubriacone,  l’uomo d’affari,  il lampionaio,  il geografo.
Ognuno di questi incontri insegna qualcosa al Piccolo Principe e quando scende sulla terra è pronto per altre esperienze. L'incontro con la volpe gli fa scoprire  il vero significato dell'amicizia:  “non si vede bene che col cuore.  L’essenziale è invisibile agli occhi.” Ma  l'incontro più enigmatico avviene con un serpente, simbolo di trasmutazione,  quando il Piccolo Principe avrà  nostalgia per il suo pianeta e il desiderio di tornare dalla sua rosa, non esiterà a chiedergli aiuto. 
E poi l’addio con una interpretazione consolatoria: “Guarderai le stelle, la notte. È troppo piccolo da me perché ti possa mostrare dove si trova la mia stella. È meglio così. La mia stella sarà per te una delle stelle. 
Allora, tutte le stelle, ti piacerà guardarle… tutte saranno tue amiche”.

Tecnica utilizzata: teatro d’attore, teatro di figura, proiezioni multimediali.

Fascia d’età: 6 - 13 anni




15 marzo 2015


ARLECCHINO
20 marzo 2015


Ovvero la storia del servo che voleva amare e mangiare

liberamente tratto da Carlo Goldoni
Regia di Maurizio Ciccolella
con gli alunni della scuola d'Arte drammatica della Puglia Talìa

Arlecchino è uno dei più divertenti e conosciuti esempi di servo umile che vince rispetto alla "conoscenza" e al potere di chi conta. Il tragicomico sta proprio in questa sua vittoria, che avviene, spesso, suo malgrado.

Arlecchino è una maschera in ogni senso. Lo è perchè la indossa, perchè non può essere "solo" umano, ma anche perchè sembra che qualcosa o qualcuno agisca per conto suo, una specie di doppio cervello e doppia anima che in fin dei conti trova sempre una soluzione, come una continua estemporaneità. La vita di Arlecchino è sempre un'improvvisazione, come lo è la commedia dell'arte come egli è in effetti il sommo principe. Per questa ragione non smette in ogni momento di divertire: all'interno di una macchina drammaturgica mai invecchiata, Arlecchino è sempre una sorpresa, a volte rocambolesca, a volte persino "poetica".

Dominato da una fame atavica, segno del suo "grado inferiore" ma anche simbolo di una voracità mentale, Arlecchino conosce anche l'amore. La sua figura è così potente che pur essendo l'ultimo degli ultimi non può fare a  meno di essere il vero protagonista, anche se la storia dello spettacolo s'incentra su altre vicende in cui s'intrecciano amori, omicidi, matrimoni d'interesse e passioni.

In Arlecchino è forte anche il tema del doppio e del travestimento, che sono funzione e suggello dei continui equivoci reificati sulla scena. Lo spettacolo si iscrive dentro la tradizione della commedia dell'arte, di gusto strehleriano, ma tenta di asciugare le partiture di maniera, su cui le diverse messe in scena "storiche" si sono fermate.

durata 90'

20 marzo 2015






venerdì 13 giugno 2014

LO STIPO
21 e 22 marzo 2015




con Maurizio Stammati e Maria Marino
rielaborazione e adattamento Dora Ricca
Scene e costumi Dora Ricca
Scenotecnica Eros Leale
Luci Giuseppe Canonaco
Regia Antonello Antonante

Procopio e Lucrezia sono rimasti superstiti sventurati di un terremoto che ha provocato la loro disperata ricerca di un nuovo posto in cui insediarsi. Anche lo “stipo” in legno di ciliegio è andato distrutto, compreso il servizio di tazzine dorate che costituiva un’ultima risorsa di nobiltà su cui agganciare la loro vita di stenti. I due si incamminano dal loro paese, quindi, verso la stazione ferroviaria, fiduciosi che, prendendo un treno e indirizzandosi verso la città, con l’aiuto di un parente possano capovolgere la direzione della loro “fortuna”.

Lo spettacolo è incentrato su questa impresa, scandita da un’originale scelta scenica che, mediante la predisposizione di tavoli reclinati in senso verticale con relativo sciabordio di pietre, testimonia gli ostacoli che il cammino della coppia incontra. Son in tal modo formalizzati i cambi di scena e l’ininterrotto peregrinare dei due, alla ricerca del treno che li trasbordi in questo agognato luogo, desiderio e speranza di molti emigranti degli anni ’60, come si desume dal racconto di Corrado Alvaro, da cui la rappresentazione teatrale prende spunto.

La regia ha puntellato la soluzione interpretativa con un prologo eschilo/euripideo ed un epilogo in musica che intervalla una canzone calabrese ed un ritmo canzonettistico del cosiddetto boom economico degli anni ’60. A significare, insomma, che la soluzione dei problemi nasce dalle scelte dei singoli, anche se i cosiddetti magnifici anni ’60 volevano convincerci del contrario.

CALENDARIO