venerdì 24 febbraio 2012

Re Borbone e tre barboni

Re Borbone e tre barboni
"Re Borbone e tre barboni" di Vito Maurogiovanni aprirà la stagione del Nuovo Teatro Abeliano; protagonisti Alfredo Vasco, Tina Tempesta, Paolo Panaro, Antonella Genga, Franco Blasi, Enzo Sarcina, Mario Mancini, Gianni Giannotti, Pino Di Modugno e Lello Calabrese, per la regia di Vito Signorile.








"Lo spettacolo teatrale Re Borbone e tre barboni di Vito Maurogiovanni è stato fortemente voluto e prodotto dal Comune di Bari per concludere una serie di eventi che hanno avuto per tema l’Unità d’Italia, e che sono stati dedicati prevalentemente alle scuole baresi e ai giovani i quali, come ha anche ribadito il Presidente Napolitano, hanno l’impegnativo compito di consolidare l’identità del proprio paese e garantirne la crescita. La scelta di tale lavoro ha una duplice motivazione: quella di parlare dell’Unità d’Italia ricostruendo un pezzo di storia locale e cittadina che vede Bari protagonista di un avvenimento importante come il matrimonio celebrato nella nostra città dell’ultimo re borbonico, Francesco, cui partecipa tutta la corte napoletana e i maggiori regnanti che nella nostra città convengono da tutta l’Europa per festeggiare gli sposi, nel 1859, quando il regno delle due Sicilie era ormai prossimo alla fine. Per le nozze di suo figlio, naturalmente, arriva a Bari da Caserta re Ferdinando che, in carrozza insieme alla regina, attraversa le terre da lui governate che ormai sono territori di briganti o di ‘liberali’ unitari, e che è già gravemente ammalato e che qui vive gli ultimi giorni della sua esistenza e quella del regime borbonico. 
La seconda motivazione che ha spinto l’Amministrazione a produrre tale spettacolo è quella di rendere omaggio a un cantore della storia e della memoria barese, Vito Maurogiovanni che, sempre attento e sensibile al racconto dei fatti locali, non ha però mai perso di vista i contesti più ampi in cui questi sono inseriti. Re Borbone, infatti, partendo dal racconto del viaggio del sovrano e della sua breve permanenza a Bari, cerca di ricomporre il quadro storico complessivo in cui questo avviene: momento storico di transizione epocale per l’intera nazione in cui un regno secolare 'muore' e un altro si costituisce. Tale rappresentazione, adattata per il teatro da Vito Signorile, è un inedito di Vito Maurogiovanni. Composto nel 1993, fu pensato dal suo autore come uno sceneggiato radiofonico per la fascia regionale di Rai tre e fu dedicata, come lo stesso autore ha scritto di suo pugno sul manoscritto, a un avo campano, un soldato borbonico di stanza a Bari, nel lontano 1850.
L’allestimento scenico del testo è stato dal Comune affidato alla Compagnia Gruppo Abeliano rinnovando così un antico sodalizio tra l’autore e questo gruppo che, per l’occasione, ha messo in campo le presenze più significative del teatro barese, realizzando un lavoro che, impreziosito dalla scenografia di Tommaso Lagattolla e dall’intervento di musicisti di talento, celebra l’Unità d’Italia attraverso un racconto di sapore 'meridionale' che non è mai municipalistico o provinciale, né nostalgico o solo rievocativo, ma che è esempio di come si possa parlare di grandi eventi utilizzando il linguaggio della quotidianità e dei sentimenti, senza rinunciare all’intelligenza e al rigore che sempre deve guidare chi intende - senza magniloquenza e retorica- svolgere un lavoro che riempia di significato la propria esistenza e quella della collettività cui appartiene. 
In questa operazione di 'ricostruzione' dei fatti storici, di narrazione degli stessi che ha l’ironia e la leggerezza che caratterizza lo spirito degli intellettuali del Sud, di quelli, intendiamoci, che non si piangono addosso e che hanno voglia di cambiare, l’Amministrazione comunale insieme a BNL Gruppo BNP Paribas ha fortemente creduto e ha deciso di scegliere un autore meridionale, una storia del Sud, attori, musicisti, scenografi, tecnici tutti pugliesi per creare un evento che conclude manifestazioni nazionali e tutto ciò è stato fatto per testimoniare ancora una volta la presenza di persone di valore che popolano la nostra terra e che, attraverso un lavoro faticoso e delicato da 'formiche', le danno dignità e ricchezza."
 Il Sindaco di Bari, Michele Emiliano

"Vito Maurogiovanni è un prezioso scrigno ricolmo di storie. Quando, invitato, iniziava un racconto, il coinvolgimento era totale. Sembrava uno di quei nonni di una volta che per tenere a bada i numerosissimi nipoti prendevano a raccontare di "antiche" avventure, di "fatti" accaduti, di "personali" imprese in cui non si riusciva mai e poi mai a comprendere dove la fantasia avesse rotto gli argini e confuso i confini. Tutti certamente conoscono il Maurogiovanni di quel "U Café andìche" rappresentato al Piccinni nel 1951 che diede inizio, insieme al "U Testamènde de zì Canoniche" a una tradizione di Teatro in dialetto o il Maurogiovanni delle ricerche (le Cattedrali, i Castelli, le Tradizioni popolari, San Nicola) e le collaborazioni (la Rai, la Gazzetta, l’Osservatore romano, le Enciclopedie, i Gruppi Teatrali). Non tutti sanno, però, del Maurogiovanni Poeta di Compagnia, capace, cioè, di allestire un testo teatrale partendo da un semplice spunto e alcuni attori di riferimento. Ne sono testimonianza numerose esperienze che il Gruppo Abeliano ha avuto il privilegio di fare con questo straordinario Autore che ci onorò della sua amicizia. Mi piace riferire di come "La Passione de Criste", straordinario racconto divenuto poi spettacolo teatrale, replicato a Roma e riallestito per una bellissima edizione RAI in bianco-nero, fosse nato da un frammento di Lauda popolare, scoperta da Maurogiovanni nell’entroterra pugliese e da un’idea di raccontare la storia di un povero cristo della Murgia. Vito lo "interpretò" a tutta la nostra compagnia con una tale immedesimazione che ci coinvolse e ci entusiasmò al punto che lo avremmo impegnato come attore. Anche lo spettacolo "Maria De Mattias – una vita un confronto", è stato scritto da Vito Maurogiovanni per gli attori dell’Abeliano, partendo unicamente da lettere e documenti forniti dalla Suore del Preziosissimo Sangue. Lo spettacolo è poi diventato sceneggiato video. Lo abbiamo, per fortuna, spesso festeggiato in vita e abbiamo caldeggiato per lui la Laurea ad honorem. Di fronte alla sua scomparsa ci rendiamo conto che assolutamente nulla andavamo ad aggiungere al valore di un uomo che lascia una profonda traccia di sé e cui la città deve molto. Intellettuale egregio con i piedi e il cuore ben ancorati alla terra e ai patemi dell’uomo del sud e agli antichi valori come la famiglia e l’amicizia. 
E la sua famiglia, impegnata oggi a rovistare nel prezioso scrigno e mettere ordine tra i numerosi appunti e manoscritti, riporta alla luce un testo inedito sul tramonto dei Borbone e sull’Unità d’Italia, ideato dal Nostro per uno sceneggiato radiofonico. Quasi a voler ripetere un antico rituale tra Maurogiovanni e l’Abeliano, le figlie, Cecè, Vivì e Jenny grazie all’Amministrazione comunale di Bari e a BNL gruppo BNP Paribas mi rinnovano il piacere di affidarmi una messa in scena nel centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia. 
 Vito Signorile 

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