venerdì 10 agosto 2012

LA LUPA E CAVALLERIA RUSTICANA

La lupa - Cavalleria rusticana

con
Antonella Genga, Stefania Bove
Mino Decataldo, Cristina Angiuli, Barbara Grilli 
Alfredo Vasco, Francesco Lamacchia, Marco Pezzella 

Adattamento e Regia 
Alfredo Vasco

LA LUPA 

Nel villaggio dove viveva la chiamavano la Lupa perché ella non era mai sazia delle relazioni che aveva con gli uomini e le altre donne avevano paura di lei perché ella attirava con la sua bellezza i loro mariti e i loro figli anche se solo li guardava. Di ciò soffriva la figlia, Maricchia, che sapeva che non avrebbe trovato un marito. 
Una volta la Lupa si era innamorata di un giovane, Nanni, che mieteva il grano con lei, e lo guardava avidamente e lo seguiva; una sera gli dichiarò il suo amore e lui rispose che voleva in sposa Maricchia, ella se ne andò via per ripresentarsi ad ottobre per la spremitura delle olive e gli offrì in sposa Maricchia e Nanni accettò, ma sua figlia non ne voleva sapere ma la costrinse con le minacce.
Maricchia aveva già dato dei figli a Nanni, e la Lupa aveva deciso di non farsi più vedere, anche perché lavorava molto durante la giornata. Un pomeriggio caldo svegliò Nanni che dormiva in un fosso e gli offrì del vino, ma egli la pregò di andarsene via, ma lei tornò altre volte incurante dei divieti di Nanni. 
Maricchia era disperata e accusava al madre di volerle rubare il marito e andò anche dal brigadiere e Nanni lo supplicò di metterlo in prigione pur non rivedere la Lupa, ma ella non lo lasciava in pace.
Una volta Nanni prese un calcio al petto da un asino e stava sul punto di morire, il prete si rifiutò di confessarlo se la Lupa fosse stata là, ella se ne andò ma, visto che Nanni sopravvisse ella continuò a tormentarlo e lui alla fine la minacciò di ucciderla. La Lupa gli si presentò ancora davanti e Nanni la uccise, senza che lei opponesse resistenza. 

CAVALLERIA RUSTICANA 

La storia narra di Turiddu Macca, figlio della 'gnà Nunzia, che quando torna dal militare viene a sapere che Lola di massaro Angelo, che con lui si era in passato compromessa, si era sposata con compare Alfio, uno di Licodia che faceva il carrettiere. Turiddu rosso di gelosia vuole vendicarsi della donna. Pertanto comincia a corteggiare la figlia del massaro Cola, Santa, e i due ogni sera trascorrono il tempo a chiacchierare e a dirsi parole dolci "che tutto il vicinato non parlava d'altro". Ma Lola "che ascoltava ogni sera, nascosta dietro il vaso di basilico, e si faceva pallida e rossa, un giorno chiamò Turiddu" e i due ricominciano a salutarsi e a frequentarsi. Quando Santa se ne accorge "gli batté la finestra sul muso". Si avvicina intanto la Pasqua e Lola, che ha sognato dell'uva nera, dice a Turiddu che vuole andare a confessarsi dal momento che il marito è in giro con le mule per le fiere e si insospettirebbe se venisse a sapere che non l'ha fatto. Quando compare Alfio ritorna con tanti "soldoni" e una bella veste nuova in regalo alla moglie, Santa gli rivela il tradimento di quest'ultima . 
Turiddu, che da quando era tornato il marito di Lola "non bazzicava più di giorno per la stradicciuola, e smaltiva l'uggia all'osteria cogli amici", vede entrare compare Alfio che lo invita a trovarsi allo spuntare del sole sullo stradone per parlare "di quell'affare". I due si scambiano il "bacio della sfida". "Turiddu strinse fra i denti l'orecchio del carrettiere, e così gli fece la promessa solenne di non mancare". E così compare Alfio ammazzerà Turiddu "senza dargli il tempo di profferire nemmeno: - Ah, mamma mia!" e con quella coltellata vendica non solo l'onore ma anche l'amore. 



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