mercoledì 8 agosto 2012

Stagione Ragazzi 2016 - 2017


LA SCUOLA VA A TEATRO


LA VERA STORIA DI CAPPUCCETTO ROSSO
- UNIKA -


Una bambina, una madre, una nonna, un lupo e un cacciatore. La storia di Cappuccetto rosso, forse la più celebre fra le fiabe. In questa versione della storia, dietro le quinte, dietro i gesti, le parole e i destini dei cinque personaggi, si profilano due potenze occulte, che a poco a poco rivelano la loro natura e il loro ruolo nel determinare la trama: la casa e il bosco. Si racconta di una bambina svelta, attenta e coraggiosa e del suo lupo. Il bosco richiede silenzio, per chi sa ascoltare, e la bambina ascolta. Il bosco le regala il lupo, lupo con la luna negli occhi. Insieme al lupo corre e gioca. Casa e bosco si uniscono di un legame impossibile, ma reale. Diventare grandi in un mondo di adulti che ti raccontano l’antichissima storia dell’“attenta, attenta a te”, nella quale, l'altro, il "diverso", è una minaccia. Diventare grandi e scegliere il lupo (il "diverso") con la luna negli occhi, scegliere di ascoltare il bosco, scegliere di correre e giocare è un atto di fede e di coraggio. In un mondo di cacciatori che non capiscono, o che fin troppo bene capiscono e pensano di poter decidere per altri, Cappuccetto Rosso non perde il filo e trova la sua strada, nonostante tutto: è svelta, attenta, coraggiosa.

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ARLECCHINO E PULCINELLA A VENEZIA





Chi è il cavaliere misterioso?
un enigma da risolvere per Arlecchino e Pulcinella...


Per risolverlo i due servi dovranno affrontare insieme il mare e una tempesta tropicale, le tempeste emotive dell'amore, gli inganni del Signor Pantalone dei Bisognosi, la vanità del Dottore. Ma nella bella Venezia l'amore ancora vince sull'avidità e i giochi di potere. Dopo un intreccio di bugie, furberie, astuzie e trabocchetti: colpo di scena! Il traditore verrà arrestato e il cavaliere misterioso smascherato. Ispirandosi ai canovacci della Commedia dell'Arte, Claudio De Maglio scrive una storia antica e attuale.

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AHIA!
- Teatri di Bari -



Lassù… O laggiù… Insomma, in quel luogo dove le anime si preparano a nascere per la prima o per l’ennesima volta, c’è un problema: una piccola anima proprio non ne vuole sapere di venire al mondo. L’Ufficio Nascite e il Signor Direttore le hanno provate tutte per convincerla, ma niente!
 Possibile? Tutti fanno la fila, si danno dei gran spintoni pur di vedere com’è fatta la Vita… e lei invece proprio non ne vuole sapere.
Il fatto è che lassù, o laggiù, sono circolate strane voci: si dice che sulla Terra esista una “cosa” terribile che non risparmia nessuno, proprio nessuno. Tutti lo chiamano… AHIA! e pare che nemmeno la più piccola delle formichine riesca a sfuggirgli…
Ma il tempo stringe, bisogna nascere e non si può più rimandare: alla piccola anima sono persino spuntate tante rughe, i capelli sono ormai grigi e per camminare ha bisogno del bastone. Bisogna fare presto!
 Solo la promessa di una vita senza AHIA! potrebbe smuoverla… In questo caso non resta che fare un’incredibile storica eccezione, un privilegio unico e irripetibile… E così la piccola anima, con l’aiuto di due personaggi di gommapiuma, potrà inventare la storia della propria vita futura in ogni particolare e farla assomigliare alla più felice delle fiabe.

Ma… sarà poi vero?
Una donna anziana che racconta dell’essere bambini, della paura del Dolore e delle piccole e grandi difficoltà: la fatica, la delusione, la paura di non farcela, la malattia. E di quel rifiuto, dei piccoli come dei grandi, di affrontare e attraversare tutto ciò che non è piacevole, facile, immediatamente ottenibile, faticoso.
Ma soprattutto per raccontare la gioia della Vita.
E scoprire che forse, proprio come nelle fiabe, senza quegli scomodi “Ahia!” non si può costruire nessuna felicità.
Uno spettacolo pensato per tutte le età, in cui provare a mettere in delicato e poetico equilibrio la narrazione di contenuti profondi e la colorata ironia del gioco scenico.

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RAGAZZI DI VIA PAL
- Crest -




Uno spiazzo da contendersi per giocare. Due squadre/gruppi di ragazzini.
 Un pallone, un orgoglio da difendere.
Questi gli elementi alla base del romanzo diventato uno dei più noti classici della letteratura per l’infanzia, pubblicato nel 1906 da Molnàr per denunciare la mancanza di spazi per il gioco dei più giovani. 
Una denuncia, il segnale di un pericolo che arriva da lontano e che ancora suona contemporaneo e familiare. Certo il gioco in strada è diventato più raro, soffocato dal traffico e da madri sempre più ansiose e protettive. 
Certo i ragazzi oggi giocano e comunicano digitalmente, virtualmente… ma a tutti noi adulti è capitato di vedere talvolta lo sguardo illuminato, le guance arrossate di un bambino che gioca davvero con coetanei veri, di cogliere la realtà delle emozioni in quello sguardo e in quel respiro affannato. Vera gioia, vera rabbia, vero tutto.

Senza dimenticare il presente e le sue eccezionali opportunità, lo spettacolo vuol parlare di una città e dei suoi ragazzi, i piccoli cittadini che vivono all’ombra dei bisogni dei grandi che disegnano spazi a loro uso e consumo. Boka, Gerèb, Nemé, Skiappa, i piccoli ungheresi, da 109 anni raccontano la loro storia con allegria, drammaticità e passione immutate.
Ambientato in una periferia qualsiasi delle nostre città, lo spettacolo si serve di musiche originali rap-reggae di Fido Guido e di videoinstallazioni.

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ULISSE...DI BUGIE QUANTE NE DISSE
- Teatri di Bari -



Navigazione fantastica lungo le avventurose rotte dell’eroe di Itaca.
Didattica, Storia, Geografia del viaggio, curiosità raccontate da due aedi.
Le grandi avventure di Odisseo cominciano dalla guerra di Troia (Iliade).
Ulisse parte dalla sua Itaca alla volta di Troia, dove mette in atto le sue “furbizie”
a partire dal famoso Cavallo, fino all’isola dei Ciclopi dove riuscirà ad ingannare anche
 il gigante Polifemo e si confronterà con la maga Circe e i canti ammalianti delle Sirene.
Nessun limite o confine di mezzi e linguaggi per coinvolgere un pubblico di giovanissimi
che apprenderà un bel capitolo di storia, divertendosi e facendosi coinvolgere dagli attori.



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IL BRUTTO ANATROCCOLO
- RAT -


 Lo spettacolo teatrale “Il brutto anatroccolo” mette in scena la famosissima favola di Andersen, rispecchiandone la struttura del racconto, ma mettendo particolarmente in evidenza i problemi che ogni individuo incontra nel difficile percorso alla ricerca della propria identità e nell’affermazione di sé stesso. Nell’allestimento si mette in risalto il processo dell’ accettazione di sé, non solo come un fatto personale. Si pone anche l’accento sull’inadeguatezza della società di fronte tutto ciò che è “diverso”.  

Gli animali da cortile disprezzano tutto ciò che non conoscono, hanno una visione ristretta della vita, mediocre e circoscritta alle loro piccole miserie “umane”, mentre gli uccelli migratori sanno volare alto e conoscono il mondo, altre lingue ed altri climi, per questo sono aperti e tolleranti. Imparare ad accettare il diverso, in una società che è sempre più multietnica e multiculturale, è una necessità che coinvolge l’individuo prima di tutto.
Con le tecniche del teatro di figura e delle ombre ci si immerge in una atmosfera onirica, coadiuvata da musiche e canti originali.

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TUTTI INSIEME CON ROMEO E GIULIETTA
- Teatri di Bari- 



Lo spettacolo è una rielaborazione della celebre tragedia Shakespeariana: Romeo e Giulietta.
Per mettere bene in scena un opera di Shakespeare - scriveva Jan Kott, uno dei suoi più autorevoli studiosi – occorre necessariamente tradirlo!
Noi lo abbiamo “tradito” con il massimo rispetto!
Due soli attori interpretano la vicenda, coprendo tutti i più importanti personaggi: Romeo, Benvolio; Mercuzio, papà Capuleti, ma anche Giulietta e Donna Montecchi, con la complicità di burattini e muppets.
Dialogano, scherzano ed interagiscono con gli spettatori, rendendoli parte attiva dello spettacolo. Infatti, accanto agli attori e ai loro burattini, sarà il pubblico a rendersi protagonista di alcuni dei momenti più salienti della tragedia: nella scena del balcone , ad esempio, due giovani spettatori presteranno la propria voce alla dichiarazione d’amore più famosa di tutti i tempi.
Attraverso quindi, l’espressività del teatro di figura, gli aspetti tragici della vicenda vengono smussati senza perdere spessore, così come gli accenti lirici dello sfortunato e grande amore tra i due giovani vengono teneramente esaltati e resi percepibili appieno anche da un pubblico di giovanissimi.
Ma Romeo e Giulietta non è solo una storia d’amore. E’ piuttosto un URLO contro le guerre, gli odi, le intolleranze e i pregiudizi.
La tragedia di Shakespeare è stata più volte “tradita”. Qualcuno ha sostituito la rivalità tra Montecchi e Capuleti con quelle tra ebrei e palestinesi, tra cristiani e mussulmani, o tra appartenenti a razze e culture diverse, e così via. E sempre ha prevalso il valore di fondo dell’opera: la condanna della ferocia e dell’assurdità degli antagonisti e l’invito a sfrondarli fino alle radici. Qui, spesso, può annidarsi un amore che rischia di venire violentato.
Siamo certi che questa originale trasposizione di “Romeo e Giulietta” colpirà il cuore e la mente, la sensibilità e l’intelligenza del giovane pubblico.

Monologhi e dialoghi sono di quasi totale reinvenzione, ma per alcuni particolari momenti ci siamo affidati alla personale traduzione di Eugenio Montale.
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LA BELLA ADDORMENTATA
- FLORIAN -


Per   celebrare   il   battesimo   della   tanto desiderata principessina, il Re e la Regina invitano tutte le fate del regno affinchè le Facciano da madrina. Ognuna dona qualcosa alla neonata: la bellezza, la saggezza, il talento musicale. Ma sopraggiunge la Fata cattiva, non invitata alla festa che, per vendicarsi dell'onta, formula lla sua maledizione:                     "Un oggetto appuntito pungerà la mano destra della principessa e lei ne morirà". Per Fortuna le fatine "buone" riusciranno a tramutare il terribile sortilegio in un sonno lungo centanni e da quel sonno, La principessa verrà svegliata dal bacio di un principe "...bello come il sole... e per Lei una nuova vita inizierà...

La nostra storia prende vita dalla difficoltà dei due sovrani a soddisfare il loro desiderio più profondo, avere un figlio. Nello snodo della vicenda i due attori in scena vestiranno i panni di tutti I personaggi della corte: il cuoco, la dama, il maniscalco, l'astrologo che con le loro buffe invenzioni ed artifici esibiranno ricette e metodi per tentare di esaudire i sovrani.


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L'UOVO DI COLOMBO
- TAN -



Chi non ha immaginato di rivivere in prima persona, almeno una volta, momenti storici
importanti? E’ quanto accade ad una ragazzina che, addormentandosi sui libri di scuola, rivive da protagonista la vita di Cristoforo Colombo, mischiando quanto ha imparato con elementi della sua esperienza quotidiana.
La trama si sviluppa in quattro quadri e un finale; Nel primo lo studente Colombo affronta gli esami universitari per il brevetto nautico, confrontandosi col dotto mondo della cultura con i suoi punti fermi e restio alle novità. Nel secondo, complice il suo ex-professore di religione, incontra il Re e la Regina nel confessionale di quest’ultima e ne ottiene navi e permesso. Il terzo quadro è il viaggio, con le tempeste, le bonacce e l’ammutinamento e tutti gli avvenimenti tipici dell’avventura.
Nel quarto quadro c’è la scoperta e l’incontro con il selvaggio, che poi tanto selvaggio non è…Nel finale Colombo è cooptato nel accademia del nuovo mondo dove un giovane Magellano chiede il permesso di circumnavigare il nuovo mondo per scoprire altri mari e terre e Colombo deciderà di seguirlo, nello spirito della scoperta sempre possibile; si resta giovani se si scelgono sempre nuove mete ed obiettivi.

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LA FAVOLA DELLE TRE MELARANCE
TEATRO BERTOLT BRECHT  -


L'amore delle tre Melarance è la storia di un principe, di un re, di buffoni e saltimbanchi    di maghi, streghe e principesse, è una storia di intrighi, magie e trasformazioni, non solo una storia per i bambini. Racconta magistralmente le contraddizioni della vita reale portandole su un piano fantastico e mettendo al centro della vicenda un principe che non riesce più a ridere e che soltanto con un "maleficio" scopre il proprio destino e, in un modo assai rocambolesco, il proprio potenziale. II suo sogno lo porta verso luoghi ed emozioni, pericoli e meraviglie, centuplicati dal sentimento. Cerca le melarance - (creature fantastiche e meravigliose, custodite dalla crudele Creonta e dalla sua cuoca che ammazza tutti con un mestolo di rame) - con la passione che caratterizza ogni amore e ogni spinta del desiderio" (Eleonora Moro). Attraverso i secoli scrittori, musicisti, poeti e pittori, si sono innamorati della favola delle tre Melarance. Il suo fascino, i suoi misteri e le sue trovate burlesche hanno incantato grandi e piccoli. Noi l'abbiamo "manipolala" a nostro e vostro piacere Tre musicisti con i loro lanli suoni e strumenti tenteranno di racconlarvela a mode loro, giocando con la loro arte e prendendo in prestito quella del racconto teatrale con luci, scene, costumi e maschere. Liberamente tratlo dalla lavola del Gozzi e prendendo m prestito l'uso musicale che ne lece Prokofev su scntlura di Maiercliord. il Teatrc Berfolt Brecht presenta la sua versione con la regia di Maurizio fiammati



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ELFI & FATE
- Teatri di Bari -



Pupazzi e Marottes, Bambole e Muppets, Attori e burattini
Luci Quanto Basta, Costumi con quel che c'è
Musiche di Gran Gusto e Fantasia a Profusione
Racconti e Filastrocche un po' Vere un po' Inventate
ed eccoli con noi
Peppuccio e il cavalluccio, Maria Stelladimare,
Luna con l'uno e Lunoconlaltra,
Titania regina un po’ grande un po’ piccina
e Biberon re che vince col tre
nella foresta di Coloropoli
luogo di festa per tutti i popoli
dove a passo di danza a Sud se ne vanno
con un po' di fair play e molto to play
Ciuco Musodisugo, Papera Quaqquà
Librigino lo smemorato e lettere in libertà
ed ecco nuove storie che son nate
grazie alla magia dei nostri
elfi&fate


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FATTI NON FOSTE A VIVER COME BRUTI
- Teatri di Bari -



Capita che grandi Poeti facciano arricciare il naso a chi li “incontra” distrattamente in lettura o in ascolto. Spesso dipende dalla mancanza di passione e dunque da una cattiva lettura, di un attore in Teatro, di un insegnante a Scuola, di uno stato d'animo non predisposto, di uno studio per dovere.
Capita di riscoprirli qualche tempo dopo e capita di amarli. Incondizionatamente. Per sempre.
Non è raro il caso in cui una buona lettura o la “passione” di un insegnante, coinvolgano e moltiplichino l’interesse e la voglia di “interpretare”.
Siamo tra quelli che ebbero la fortuna di incontrare insegnanti di Lettere particolarmente impegnati e brillanti “lettori” e riconosciamo che buona parte del nostro amore per questi poeti, lo dobbiamo a loro.
Vito Signorile e Roberto Ottaviano con questo percorso poetico, certamente parziale e pur tuttavia affascinante, si provano ad offrire una interpretazione in cui cuore e cervello sono coprotagonisti. Lasciarsi trasportare dall’emozione diviene la chiave per rendere unica e coinvolgente ogni singola “rappresentazione”. Le parole del Poeta, la voce e i suoni degli interpreti, fra tradizione e innovazione, si fondono in un’unica “musica dell’anima”.


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#PiùShakespearePerTutti
- Teatri di Bari -



Lo spettacolo è stato ideato per tutte le Scuole e gli Istituti Superiori ed è adatto per i giovani di tutte le età. Uno spettacolo leggero, ma mai superficiale che, con ironia ed uso di linguaggi giovanili e multimediali, racconta la figura del maggior drammaturgo occidentale. La caratteristica principale dell’azione teatrale si basa sul coinvolgimento degli studenti/spettatori che sin dall’inizio e continuamente vengono incitati ad esprimere giudizi, prendere parte alla storia, rispondere a test sul tema, inviare twitt ed sms in diretta su quanto sta accadendo “qui ed ora” nel luogo deputato alla rappresentazione. Dunque un gioco teatrale, come nella miglior tradizione dell’improvvisazione scenica, che prende origine proprio dal teatro elisabettiano.                                                                                   




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www.nuovoteatroabeliano.com


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