lunedì 15 ottobre 2012

AB-ULI-VIA

Rassegna "Open Today"

20 ottobre 2012 ore 21.00
21 ottobre 2012 ore 18.00

Carro dei Comici
presenta
AB-ULI-VIA
Canto di un pensiero non potato


 scritto da Francesco Tammacco 
con Felice Altomare, Francesco Tammacco e Rosa Tarantino 
coreografie e danze Anna Ilaria Davvanzo 
musiche originali Federico Ancona 
proiezioni video, regia, montaggio Michele Pinto 

Lo spettacolo "Ab-uli-via" nasce con l'intento di parlare delle condizioni dei giovani del sud. Attorno ad un ulivo, gira una giostra umana dalle condizioni più varie. Un canto di un pensiero non potato, che nasce con la testimonianza viva ed accorata di un contadino in età che piange per il vuoto nella terra lasciato da un ulivo spiantato e venduto ad un ricco dottore di Milano. "E mò è tutt vachend" (ora è tutto vuoto). Il vuoto è l'asse portante dello spettacolo. 

I giovani come gli alberi, ancora oggi partono, certo più istruiti del mondo , ma sempre a cavallo di una valigia piena di precarietà ed inadeguatezza delle politiche sociali. Lasciando vuoti incolmabili e difficili da riempire per il significato fallimentare che determinano. 
Si parla in modo ironico e divertente del preconcetto per il quale i contadini debbano restare, in una impasse sociale e culturale, fermi nella cultura, nel sapere, nella crescita sociale, "come se alla vanga e alla calura non potesse far eco la cultura" ... "ci hanno fatto innamorare di una cultura di massa senza direzione né autorevolezza, ci hanno fatto allontanare dai mestieri di sudore perché ritenuti sporchi, cafoni ed inutili" (...). 

L'ulivo poi visto come icona sacra con i suoi rimandi alla passione di Cristo, rami che diventano croci, pesi da essudare, calvari esistenziali di cui il Sud in particolare è carico. (...) "vigilate et orate, ut non intretis in tentationem" ... 
Ab-Uli-Via è il grido di speranza e di dolore cui è sottoposta la "carne viva" della gente del mezzogiorno. 
Il Carro dei Comici di Molfetta lungi dall'idea di politicizzare il luogo dell'arte, avverte l'esigenza, oggi più che mai, di essere anche teatro politico (nel senso nobile, greco, del termine) e mette a disposizione la sua arte per gli uomini che ne intenderanno favorire del pensiero la diffusione. 
Francesco Tammacco 


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