lunedì 21 gennaio 2013

QUELLO CHE L'ACQUA MI HA DATO
30 gennaio 2015



di e con Rossella Giugliano

dalla biografia di Frida Kahlo
scenografia: SognArte
costumi: Stefania Scaraggi
assistente alla regia: Monica Varrese
Regia e spazio luci: Nicola Vero

Magdalena Carmen Frida Kahlo y Calderon o, semplicemente, Frida Kahlo.
Di lei, Diego Rivera scrisse: “ Frida è la prima donna nella storia dell’arte ad aver affrontato con assoluta e inesorabile schiettezza, si potrebbe dire in modo spietato ma nel contempo pacato, quei temi che riguardavano esclusivamente le donne”. Mai fino ad allora una donna era stata capace di mettere sulla tela tanta disperata Mai fino ad allora una donna ha avvertito così forte il desiderio di appartenenza ad una terra, l’antico messico, ad un uomo, Diego Rivera. In Frida dolore e arte costituiscono un binomio inscindibile. Partendo dal suo corpo, fatto letteralmente a pezzi , in seguito ad un violento incidente, con enorme inquietudine Frida incontra la pittura. Questo incontro si rivela un mezzo per comunicare con se stessa e per superare le proprie angosce. E’ un modo di venire a patti con il dolore. Frida riesce a considerare la conoscenza di sé un divenire , mai un compimento. “Noi stessi , varietà dell’uno, incapacità di sfuggire al due, al tre....siamo diretti verso noi stessi attraverso milioni di esseri....nessuno è separato, nessuno lotta per se stesso....Tutto è Uno.....l’angoscia e il dolore, il piacere e la morte non sono nient’altro che un processo per esistere. La tenebra del suo dolore, fisicamente insopportabile, è lo sfondo di una parete che si illumina della luce meravigliosa della sua forza biologica. Lotta per vivere, lotta per non uccidersi, lotta per amarsi e amare infinitamente, passando una vita a guardarsi allo specchio e a dipingersi. Straziata dalla dipendenza amorosa, Frida non è una eroina femminista.  “Quello che l’acqua mi ha dato”, non è solo un quadro del ‘38, è il flusso della vita di Frida, specchio dei suoi sogni, dei suoi incubi, punto di partenza, riassunto del L’acqua avvolge, l’acqua trasporta, l’acqua purifica e consacra. L’acqua fa brillare le sue cicatrici come se fossero di nuovo fresche, l’acqua fa emergere ricordi e paure.
L’acqua è il racconto, l’infanzia di Frida, la sua famiglia, i suoi amori.  L’acqua è il destino? Partendo da questo interrogativo e considerandolo il tema filosofico di questo lavoro teatrale, si racconta della vita di Frida. Frida neonata ... nutrice ... madre ... sorella ... amante..figlia mai nata..messicana...divinità tehuana...europea...fragilità e mito.


Rossella Giugliano

30 gennaio 2015

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