domenica 10 febbraio 2013

STORIE DI LUPO
1 marzo 2015 ore 17,00 e 19,00

A TEATRO CON MAMMA E PAPÁ

da: Lettere a un lupo  e da Le foreste sorelle di Giuliano Scabia
Con: Lenia Gadaleta, Roberta Quarta, Simonetta Rotundo                                                
Regia: Fabio Tolledi                                                                                                                 Macchine sonore: Antonio De Luca                                                                              
Genere: teatro d’attore                                                                                                             Durata: 1 ora
Età consigliata: 4-11
Produzione: Astràgali Teatro

Lo spettacolo utilizza gli  elementi fondamentali del lavoro di Giuliano Scabia. 
In primo luogo il ribaltamento della figura del lupo, che da animale minaccioso e divoratore di bambini diventa ciò che  semplicemente è: un animale selvaggio, che fa parte della  natura. La natura oggi si trova in uno stato di inferiorità e di fragilità rispetto all’uomo. L’uomo ha una forte responsabilità in questo e il suo comportamento  può determinare un’influenza notevole sulla vita di ogni  specie e sulla sua stessa esistenza futura. Il protagonista lascia nel bosco alcune lettere indirizzate al lupo, che  da creatura spaventosa e avversa diventa un interlocutore silenzioso e benevolo. Al lupo  G. confida  tutti i suoi pensieri, le ansie, le malinconie riguardo a ciò che vive, mettendo in evidenza le contraddizioni e a volte la stupidità dell’uomo contemporaneo. I temi prevalenti nel testo riguardano il rapporto con la natura e l’azione a volte positiva, a volte sconsiderata dell’uomo su di essa, aprendo ad una riflessione sul nostro modo di vivere la vita, di cui il lupo è acuto osservatore. In una delle ultime lettere il lupo  aiuta l’uomo “a ritrovare i fondamenti del gioco e dell’amore”. I bambini vengono coinvolti attivamente creando una suggestiva ambientazione sonora attraverso la costruzione dei suoni, grazie alla loro voce e all’utilizzo delle macchine sonore di Antonio De Luca (uno dei più importanti artisti salentini, che utilizza materiale naturale e di riciclo - pietre, acqua, fili di cotone, plastica - per produrre suoni).

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