domenica 10 febbraio 2013

PERCHÈ ORA AFFONDO NEL MIO PETTO

Rassegna To the Theatre

28 febbraio e 1 marzo 2013 ore 21.00

Reggimento Carri
presenta 
PERCHÈ ORA AFFONDO NEL MIO PETTO
Un bluff teatrale sull'amore (l'amore è un bluff teatrale)

 Liberamente ispirato a Pentesilea di Henrich von Kleist

Drammaturgia, interpretazione, messa in campo, colonna sonora
Roberto Corradino

"Perchè ora affondo nel mio petto" come una dichiarazione d'amore e morte, è Pentesilea, la regina delle Amazzoni, e della sua follia cannibale per il bell'Achille, neoclassico e irraggiungibile. Con un balbettio dal retrogusto albanese o rumeno, parrucca e accessori, in un lungo rosario di dediche tutte fatte a memoria, come un adolescente alle prime armi che citasse tutte le poesie d'amore che ha letto, in un flusso ininterrotto d'amore, un solo corpo (maschile) en travesti incarna la Kentaurin, il femminile bestiale e parodico, tenero e sguaiato che brucia della sua febbre famelica. 
 
Ridotta alle sue variazioni vocali e d’umore la regina drammatica, come una drag queen che abbia sbagliato entrata in scena, procede per strappi e accensioni di collera, turbamenti e tenerezze improvvise. Dieci tracce audio le uniche compagne, a scandire - come un sonetto imperfetto e sbilenco - questo film della mente, in cui coabitano e si smembrano a vicenda la prostituta slava, la regina mitica, la voce e l’eco del combattimento d’amore nella parodia stessa del desiderio, un eccesso di febbre che finisce con uno sbadiglio.
 
Pentesilea/Kleist 
Scritta tra il 1805 e il 1807, questa tragedia racchiude - come scrive Kleist alla cugina Marie nel 1807 - "tutta la sozzura e a un tempo lo splendore della mia anima". Riverbero mitico di questo dissidio interiore è Pentesilea, amazzone e regina guerriera, che avanza da un orizzonte esotico - la Scizia - e che sullo sfondo di un paesaggio primordiale, ribalta l'immagine tramandataci dalla tradizione. Pentesilea non è più per Kleist, l'eroina ferita a morte da Achille che, nel vederla spirare, si innamora di lei ma la kentaurin, la guerriera che pur amando l'eroe greco lo sbranerà in un accesso di furore erotico. 

Recensione - Scene Contemporanee

"Entra in scena solo indossando una parrucca bionda, ondeggiando su un paio di fatiscenti sandaletti col tacco e vestendo solo un corpetto da donna e pantaloni neri, e per un’ora racconta la sua follia d’amore: è Roberto Corradino che recita "Perchè ora affondo nel mio petto. Un bluff teatrale sull’amore (L’amore è un bluff teatrale)".
La pièce è una rilettura queer della tragica Pentesilea di von Kleist che si snoda sul palco attraverso la magnifica interpretazione di Corradino che con un’intonazione vagamente brasiliana snocciola à la Carmelo Bene una serie di dediche e poesie in un interrotto flusso d’allucinazioni amorose.
La recitazione avanza tra momenti di delirio e appassionati ricordi d’amore, tra momenti di collera e tracce musicali pop che aprono squarci grotteschi nel narrato drammatico della Kentaurin, la guerriera che pur amando l'eroe greco lo sbranerà in un accesso di furore erotico.
Corradino contamina il suo lungo monologo con Omero, Mogol, Silvia Plath, Rimbaud, Paolo Meneguzzi, Bach, Paganini, Walter Siti, M.me du Deffand e Diaframma, solo per citarne alcuni.
Egli ipnotizza lo spettatore coi suoi movimenti dinoccolati, goffi eppure eleganti, con i suoi gesti sconnessi, ma carichi d’erotismo. La Kentaurin si muove all’interno di uno spazio delineato sul palco che allo stesso tempo ne guida il cammino durante la danza, e lo improgiona durante il monologo.
Perchè ora affondo nel mio petto è un lungo atto d’amore, un flusso ermetico di citazioni letterarie, tra le quali emergono di tanto in tanto alcuni momenti di lucità e visionarietà; è un appassionato susseguirsi di attacchi e fughe; è la storia di Follia che, come nel racconto rievocatoci da questa moderna Pentesilea transgender, giocando a nascondino con le altre Emozioni Umane, trovato Amore Cieco, non può far altro che seguirlo ovunque e sempre."

Ingresso € 10,00 

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