domenica 17 marzo 2013

Io provo a volare: recensione di Veronica Di Pinto

"Io provo a volare" si presenta come un omaggio teatrale a Domenico Modugno, con la regia di Gabriella Casolari e Gianfranco Berardi, che è anche attore dello spettacolo. 

Il padre dei cantautori italiani, che partì da San Pietro Vernotico per raggiungere il Nord, è simbolo, popolare e condiviso, del sogno di libertà di tanti giovani cresciuti in provincia, pronti ad abbandonare la "bella e amara terra" pur di diventare artisti. La rappresentazione si snoda attraverso le avventure e le disavventure, le aspettative e le delusioni di Gianfranco, giovane aspirante attore: gli incontri, il primo lavoro, il viaggio della speranza, le occupazioni più umili e l'amaro ritorno al paese d'origine, tutto favoleggiato in una commistione di toni e codici espressivi. Dal racconto recitativo agli intermezzi danzati, dai racconti di esperienze alienanti nelle grandi città ad episodi cabarettistici. 

A dare ritmo, vivace e fruibile, alla comicità intervengono il chitarrista Davide Berardi e il fisarmonicista Giancarlo Pagliara che, oltre ad eseguire dal vivo brani musicali di Modugno, sono coprotagonisti e fungono da spalla all'attore principale. 

Ma Domenico Modugno è solo un pretesto, oggi la società è un'altra, poco attenta agli interessi culturali, e pronta a trasformare un vecchio teatro di provincia in un luogo da esibire come slogan elettorale per i cittadini. Gianfranco, al suo ritorno in paese, non lo riconosce ed è proprio allora che decide di 'vedere', di non accontentarsi, di non ridimensionare il suo sogno adattandolo all'offerta avara della realtà, e prova a volare. Demolisce il teatro, muore sotto le rovine e rinasce fantasma, invisibile al mondo, ma segue così fino in fondo il suo sogno e afferma la propria identità di attore. 

Evocativo è l'uso delle luci, soprattutto nella scena del viaggio in treno, poiché si focalizzano sul volto del protagonista e suggeriscono l'attenzione all'interiorità, al passaggio emotivo da Sud a Nord e poi da Nord a Sud, tanto che sembra di assistere e vivere le atmosfere di un vecchio cinematografo, di un film della mente. Uno spettacolo godibilissimo, per chi ha voglia di rinfrescare umore e sogni. Il brioso cabaret fa coincidere il sogno della libertà con l'audacia di sognare, con il desiderio di conoscere se stessi sempre più a fondo, di essere liberi e di volare nel blu dipinto di blu. 

 Veronica Di Pinto

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