lunedì 25 marzo 2013

PELLEAS Y MELISANDA

Rassegna Open Today

3 e 4 aprile 2013 ore 21.00

Accademia dello Spettacolo Unika
presenta
PELLEAS Y MELISANDA

testo Neftalí Ricardo Reyes Basoalto

musica Fabrizio Sardelli

danzatori
Sabrina Speranza, Serena Servadio, Francesco Colonna
Antonello D'Alessandro, Alessia Carbone, Giorgia Martinelli
Maria Sassi, Anna De Tommaso, Marianna Vitucci, Ylenia Masciopinto,
Betty Piccinonna, Martina Lucarelli, Antonio Vilella

attori
Marco Altini, Antonio Carella, Maria Stella Cassano
Giacomo Dimase, Raffaele Lazazzera, Tiziana Muciaccia
Cristina Siciliano, William Volpicella

partecipazione straordinaria di Vito Signorile

chitarre Giampiero Doria
tastiere, computer, low whistle Fabrizio Sardelli

Coreografie Domenico Iannone
Regia Rocco Capri Chiumarulo

Una singolare messinscena che celebra il decennale dell'Accademia dello Spettacolo Unika nelle sue espressioni più identificative: danza musica teatro. L'archetipo della passione sofferta e patita, "Pellèas et Melisande", a cominciare dalla sua struttura: il dramma originario di Maeterlinck che ha ispirato prima Debussy e, in seguito, Faurè, Sibelius e Schoemberg, è sostituito dal racconto di Neftalí Ricardo Reyes Basoalto, conosciuto da tutti come Pablo Neruda. Quindi, si muta in "Pelleas y Melisanda". 

Una proposta nuova, la stimolante rilettura di questi capolavori che si inseguono e si travasano l'uno nell'altro ripensati come suono altro, altra possibilità da esperire e a cui abbandonarsi. Quindi, anche occasione che possa coniugare didattica e opportunità artistica. La moderna sensibilità sonora di Fabrizio Sardelli tradisce con intelligenza e sapienza la straordinaria memoria musicale di Faurè, mentre la creazione coreografica ne sonda il percorso intimo dei personaggi, ne esalta le passioni con movimenti rapidi e voluttuosi amplificandone l'ancestrale dolore della perdita e del lutto. È il racconto della morte con i corpi vivi, e come in uno specchio che si riflette in un altro, le figure si moltiplicano nelle sfumature infinite dei sentimenti umani, si scontrano e s'incontrano, si cercano e si perdono, si accettano e si negano. 

Una messinscena sobria, essenziale, stilizzata, che ricerca nella parola sussurrata e nell'eleganza tracciata dalle azioni sceniche, la sintesi di un teatro antico e moderno, in cui il primo riverbera nel secondo senza soluzione di continuità. Una messinscena che viene servita da un intro dello stesso poeta cileno, servito dall'umanità confidente di Vito Signorile. Grazie. A margine della performance, la licenza che ci siamo concessi in un'ottica meramente didattica, avulsa sia dall'originario che dal nuovo contesto sonoro e a margine dell'intera performance, è un sentito omaggio musicale al sudamerica di Neruda: un ringraziamento che dovrà essere accolto per ciò che rappresenta (un tributo, appunto) e slegata da qualsivoglia smania filologica.

Ingresso intero € 10,00 - ridotto € 8,00 

CALENDARIO