lunedì 11 marzo 2013

Perché ora affondo nel mio petto: recensione di Teresa Genco

"Perché ora affondo nel mio petto" di e con Roberto Corradino con le date del 28 Febbraio e 1° Marzo u.s. è il quinto spettacolo della rassegna "To the Theatre" al Nuovo Teatro Abeliano di Bari. Rassegna che prevede otto spettacoli ispirati ai grandi classici del teatro o nati da drammaturgie originali. 

E la piéce di Roberto Corradino - Reggimento Carri – nasce da una drammaturgia originale ispirata al mito di Pentesilea di Heinrich Von Kleist. La regina delle Amazzoni non più ferita a morte da Achille e poi posseduta sullo sfondo della guerra di Troia, bensì la guerriera che in un eccesso d'ira lo sbrana facendolo diventare, in qualche modo, suo per sempre. 

Corradino interpreta ora l'eroina vestita come una prostituta di origini vagamente balcaniche, ora il pelide amante impenitente, accompagnato da dieci brani musicali non propriamente classici che danno un segnale di rottura. Una Pentesilea che canta le sue emozione scandendone il ritmo con il bacino in una lenta e sfuggevole onda. 

Rifacendoci alla celebre divisione tra il bello e il brutto di Adriano Celentano, la Pentesilea di Roberto Corradino è proprio rock: nel testo, nelle luci, nella musica. Un'eroina, folle si, ma che reagisce ed agisce, seguendo il proprio cuore su un sentiero laddove la ragione è labile. Pochi rimandi al mito in una riscrittura originalissima che ci induce alla riflessione e all'augurio di non cader mai preda della follia per il troppo desiderato amore. Da non perdere! 

Teresa Genco

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