lunedì 22 aprile 2013

LEGGERE IL TEATRO

Report degli studenti della Facoltà di Lettere sul percorso teatrale
"Leggere il Teatro" 
ideato dal Nuovo Teatro Abeliano e condotto da Antonio De Mattia

Sono estremamente contenta e soddisfatta del seminario "Leggere il teatro". 
Opportuna la scelta dei quattro spettacoli che ci hanno permesso, negli incontri successivi, di esercitarci nella letture delle pieces su più livelli. Quello che infatti ho più apprezzato è stata la condivisione delle riflessioni e dei giudizi sugli spettacoli con gli altri studenti perché è stato un ottimo esercizio che ci ha permesso di guardare e leggere lo spettacolo da nuove prospettive, non solo personali. Efficace anche l'esercizio della scrittura, io stessa mi sono accorta di sentirmi più sciolta man mano che il progetto andava avanti. Peccato che gli spettacoli siano stati solo quattro. 
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Considero questo seminario un breve percorso che mi ha permesso di conoscere e apprezzare il linguaggio, o meglio i linguaggi, del teatro. Soprattutto è stato centrato l'obiettivo che auspicavo: ascoltare gli attori, riuscire a comprendere i singoli atti di una performance e anche, con adeguati strumenti, poter esprimere i nostri pareri. È un'esperienza rara nell'ambiente universitario in cui si dà poca attenzione allo sviluppo di un senso critico e la conoscenza è interamente limitato allo studio teorico. 
Oltre all'interesse come studentessa, credo di aver allargato le mie conoscenze teatrali come spettatrice. Ho conosciuto una nuova realtà: spettacoli poveri, realizzati da poche persone e mezzi, completamente diversi dagli spettacoli che ero solita vedere, nascondono un mondo di riferimenti e di scelte poetiche che non conoscevo. Prima dell'inizio del seminario avevo visto molti spettacoli "classici", all'inizio mi ci è voluto del tempo per riuscire a leggere un nuovo mondo, totalmente differente nella recitazione e nell'allestimento, e per accettare che uno spettacolo non va necessariamente capito e non deve avere necessariamente un intento narrativo. 
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Vedere uno spettacolo a mio parere è sempre un'esperienza positiva, a maggior ragione se ti vengono forniti gli strumenti per poterlo analizzare e comprendere. Molto spesso uno spettacolo viene percepito solo dal punto di vista visivo trascurando i suoi significati metaforici. È invece interessante riuscire a dare dello spettacolo un giudizio che possa essere, positivo o negativo, attento ai vari livelli di lettura. 
Il corso che seguito in Facoltà, leggere il teatro, mi ha permesso almeno per un po' mi ha permesso di non essere uno di quegli spettatori che scaldano le poltrone. Con la visioni degli spettacoli e i relativi dibattiti in Facoltà sono riuscito a comprendere come ci si dovrebbe rapportare e confrontare con uno spettacolo, cercare di capirne il senso e leggerlo criticamente. 
È stata un'esperienza diversa anche perché mi sono state richieste delle recensioni, un lavoro non facile che mi è costato fatica: cercare di spiegare in maniera sintetica ma totale e efficace un lavoro teatrale è uno strenuo compito. 
Il tutto è risultato però più semplice anche per il continuo confronto con le mie compagne di corso e soprattutto per il savoir faire del direttore del seminario Antonio De Mattia che in modo ironico ha reso più appettibili le lezioni che altrimenti sarebbero potute risultare anche noiose. Penso che un corso del genere serva in ogni caso per sviluppare un senso critico, una modalità di approccio con il teatro che generalmente si pensa di avere ma non si possiede, almeno non nella giusta misura. 
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Il corso mi è risultato molto utile. Ho avuto la possibilità di riflettere su ogni singolo spettacolo e il confronto a lezione mi ha fatto cogliere particolari che mi erano sfuggiti. È stato interessante confrontarsi sulle diverse nostre chiavi di lettura. Il corso mi ha dato quelli che sono i punti fondamentali di una recensione mirando a migliorare i nostri elaborati, eliminando gli elementi superflui e aggiungendo invece alcune cose essenziali. Il fatto di essere in pochi ci ha permesso di lavorare inmodo più specifico e individuale rendendo più proficuo l'insegnamento. 
Interessante è stata la possibilità di poter parlare con gli attori alla fine di ogni spettacolo, in modo tale da poter soddisfare le nostre curiosità. 
Spero che il corso si ripeterà anche i prossimi anni. Lo consiglierei nettamente in quanto non solo fa tenere la penna in mano ma ci dà anche dei risultati concreti, dei miglioramenti. 
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Il seminario ci ha insegnato a comprendere che la descrizione di uno spettacolo prima di essere una scheda deve essere la descrizione delle proprie emozioni. Inoltre, a me personalmente, ha aiutato a capire che il mio modo di scrivere critiche teatrali (in pezzi giornalistici) è piatto e privo di emozioni tanto da non riuscire ad invogliare il lettore a partecipare ad uno spettacolo. Ho visto piano piano il mio modo di scrivere e di approcciarmi allo spettacolo maturare e perdere il velo di superficialità che ricopriva i miei occhi. 
Onestamente credo che il seminario dovrebbe rientrare nelle attività obbligatorie del corso di studi "cultura teatrale" perché obbligherebbe i miei colleghi a mettere piede in teatro! 
Particolarmente apprezzati gli incontri con gli attori dopo lo spettacolo tanto da poter consigliare di poter inserire uno nel pre-spettacolo, magari durante il montaggio delle scene perché alcune cose si colgono meglio se si è a conoscenza del dietro le quinte. 
Straordinaria la disponibilità del docente.




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