venerdì 25 luglio 2014

FUTURI POSSIBILI
I Nuovi Spettacoli



I NUOVI SPETTACOLI


Juke box all'idrogeno


Regia di Vito Signorile

con 







Mai stata sul cammello?

Di Aldo Nicolaj
Regia Vito Signorile
Con Tina Tempesta, Antonella Genga, Stefania Bove
Impianto scenico Michele Iannone

Musiche originali Davide Ceddia 

Sono tutte buone le mamme del mondo? O ce ne sono anche delle maligne, delle cattivelle? La protagonista di questa commedia, un angioletto certo non è. Ma più che condannare bisogna capire, una nonagenaria che nella vita ha sempre dominato e che all’improvviso corre il rischio di rimanere sola, perché la figlia cinquantenne la vuole lasciare per un extracomunitario di cui si è innamorata. Diciamo che la nostra nonagenaria agisce per legittima difesa e questo, chi la giudica, deve considerarlo. Ho scritto qualche anno fa la commedia per Paola Borboni, che ne sarebbe stata l’interprete ideale, ma non fece in tempo a mettere in scena questo personaggio che mi aveva ispirato”. (Aldo Nicolaj)
Olga è una vecchia signora novantenne, arzilla, intraprendente, che non dimostra l’età che ha, a cui piace mangiare dolci e giocare. La vittima preferita dei suoi giochi è la figlia, alla quale poco concede in fatto di vita privata. Ad Elsa rimprovera di non essere riuscita a costruirsi una vita decente, di essere invecchiata troppo presto e di non saper sfruttare le occasioni che le si propongono. Tra le due s’inserisce Iris, giovane domestica tuttofare, fanatica di telenovelas, che riesce a mediare tra i loro opposti caratteri, ottenendo le rispettive confidenze.
Un’ energica novantenne ed una figlia succube che incerta si muove tra il senso di colpa, l'obbligo morale ed il desiderio di libertà, ci riportano a un tema universale e attuale, con l’ironia tragicomica tipica delle commedie di Nicolaj.


Blue Bird Bukowski


Di Riccardo Spagnulo
Regia Licia Lanera
Con Vito Signorile e Mary Dipace
Luci Vincent Longuemare
Realizzazione scene Michele Iannone

Bukowski è morto? Sembra di sì, se andiamo a controllare la sua biografia: il vecchio Buk ci ha lasciato nel 1994. Eppure le librerie sono piene dei sui romanzi e delle raccolte poetiche che vendono molto bene. Ogni anno spunta qualche manoscritto non ancora pubblicato, ma soprattutto, nella memoria dei suoi lettori e nell’immaginario collettivo, permane la figura dell’anti-intellettuale così attaccato alla vita, da preferire corse di cavalli e donne ai salotti letterari. Bukowski, in un colpo solo, ha mandato a quel paese il sogno americano e ha rivelato in modo sarcastico e disincantato tutta l’ordinaria follia del mondo occidentale. Ci siamo chiesti, se tornasse indietro, se si risvegliasse all'interno di una squallida camera di obitorio, cosa farebbe. La risposta è: esattamente quello che ha fatto per tutta una vita: bere, scommettere, fare l’amore e soprattutto scrivere, scrivere e ancora scrivere. In scena, questo fantasma, che ci ricorda che la vita deve essere vissuta fino in fondo (altrimenti vita non è), ridiventa corpo per tentare rocambolescamente una nuova avventura che ruota attorno all’ennesima donna da conquistare (una guardiana-infermiera), ad un’altra scommessa da vincere, all’ultima esperienza da vivere e raccontare.
Bukowski, che ha vissuto da emarginato nei sobborghi delle grandi città per trent’anni prima di venire scoperto come autore, conquista il centro del palcoscenico per mostrare a tutto il pubblico che le apparenze non contano: quello che conta è l’azzardo di ciascuno di noi, quello che siamo disposti a perdere.


Testo e regia di Vito Signorile
Con Enzo Vacca, 
Roberto Corradino, Betti Lusito, 
Michele Stella
Costumi Francesco Capece
Musiche Davide Ceddia


Principessa bellissima e inavvicinabile, Taitù non si decide a sposarsi e nonostante il gran desiderio di suo padre il Re di avere finalmente dei nipotini, continua a rifiutare la corte di tutti i pretendenti che le si avvicinano. Fino a quando il re Capacalda escogiterà un tranello per passare proprio con lei una notte nel castello. Da questa avventura e dalle peripezie che ne seguiranno, Taitù conoscerà finalmente la vera felicità, imparerà ad essere più umile e a … non farsi sottomettere. Dal racconto popolare fino alla Bisbetica domata, un racconto d’amore, tranelli, segreti e lieto fine.


L’Orco e lo sciocco

Di Vito Signorile
Regia di Roberto Corradino
Con Enzo Vacca, Roberto Corradino, Betti Lusito, Michele Stella
Musiche Davide Ceddia


Legato al tema classico del figlio sciocco in una famiglia numerosa, lo spettacolo è la rielaborazione di una fiaba della tradizione popolare. Locco, il più piccolo di sette fratelli, è un figlio sciocco che però ha fiducia in se stesso e pensa che un giorno diventerà ricco e regalerà alla madre una fattoria. Sempre denigrato, decide di andare via di casa in cerca di fortuna e tra mille peripezie e avventure conosce addirittura l’Orco. Ma quest’Orco, a differenza di quanto si dice, è un uomo buono e saggio con cui Locco stringe amicizia e vive anni bellissimi, fino a quando la lontananza dalla famiglia non si fa troppo pesante e proprio Orco gli concede di tornare a casa. Prima della partenza gli affida il dono di una formula magica che gli garantirà la buona accoglienza della burbera madre. Ma saprà Locco usare bene il dono che Orco gli ha affidato?


Scèche – Spìrre a Barevècchie

Da Tiadre di Vito carofiglio
Regia Vito Signorile
Con Vito Signorile e 
Davide Ceddia


Nella cornice di un sogno prendono vita i più importanti personaggi e “pezzi” del teatro di Shakespeare. Tra le vie di Bari Vecchia si incontrano Amleto, Romeo, Falstaff, Lear, Marcantonio, Bruto. La loro lingua è quella della vita, della città antica, il dialetto.
Tratto da Tiadre di Vito Carofiglio, sapiente traduzione in lingua barese di alcuni passaggi fondamentali dal teatro shaekesperiano, lo spettacolo affida all’interpretazione di Vito Signorile e alla voce e alla musica di Davide Ceddia, la ricostruzione onirica di personaggi, inquietudini e sogni classici e sempre contemporanei. I personaggi di Shakespeare riportati nei vicoli e le corti di Bari vecchia tornano alla vita in una nuova lingua che fa emergere anime e tormenti di tutti. Per tutti.

La recitazione assolutamente convincente è stata arricchita da canti e musiche perfettamente in armonia con i testi. Uno spettacolo di pregio, di grande valore culturale. Fortemente consigliato a tutti coloro che amano il contatto con la cultura barese, un must per le scuole. Rita Branca


So tender so desperate

Di e con Vito Signorile




E’ una bellissima poesia di Jacques Prevèrt a prestare il titolo a questo spettacolo. Musica e Parole d’amore per lasciarsi trasportare nella dolcezza e nella passione di un sentimento che non ha età, non ha strategie, non ha tempo. Ma colpisce con un tonfo al cuore che non si confessa.
Vito Signorile assapora e attraversa le Parole e i Canti di Shakespeare, Dante, Ovidio, Lorca, Prevert e si lascia trasportare da Note e Canzoni d’amore che coinvolgono e fanno sognare e spesso si sostituiscono a quello che non sappiamo dire se non con gli occhi.
Una “recita” del cuore per dichiarare: Signore e Signori, ecco il nostro inno all’amore di tutti i tempi. Il nostro omaggio dal sapore antico alla donna di oggi. 


Dante sui Sagrati

Dalla Divina Commedia di dante Alighieri e dall’opera omonima di Gaetano Savelli

Di e con Vito Signorile



Poetico, lirico, tragico, politico, indignato: Dante letto fuori dai banchi di scuola ci restituisce tutta la rabbia, l’incanto, la passione, la commozione di un uomo di 800 anni fa, perso nel mezzo del cammin della sua vita, come perso è ancora ogni uomo. Come innamorato, stupito, deluso, fiducioso, è ancora ogni uomo.
Gaetano Savelli, autore e poeta barese, fece della Divina Commedia una sua traduzione in lingua dialetto, ritrovando attraverso il colore e la sonorità della lingua barese, quell’ulteriore poetico che solo alcune espressioni sanno dare.
Vito Signorile rilegge, in contesti straordinari, sui sagrati delle chiese e nelle corti delle città, alcuni canti dell’Inferno e del Paradiso, nella lingua dantesca originale e nella lingua tradotta di Savelli, per restituire alla Commedia dantesca, quell’autentica contemporaneità che solo i classici hanno.


Stòrie

Con Vito Signorile e Davide Ceddia
alle tastiere Roberto Baratto

Storie e racconti della tradizione orale barese e della nuovissima creatività popolare, “cavalli da battaglia” per tutti i felici intrattenitori di convivi. Ritornelli, allusioni, narrazioni senza fine che fanno parte di un immenso patrimonio immateriale. In un gioco ritmico di parole, canzoni, Storie antiche e nuove, che avvolgono e coinvolgono il pubblico di tutte le età, Vito Signorile e Davide Ceddia si concedono il piacere di divertirsi e divertire rispolverando quelle antiche bonarietà e cattiverie, con cui i più anziani e i più giovani amano ancora intrattenersi, imponendo una gioiosa pausa al vorticoso 
tran tran quotidiano.




Di e con Vito Signorile

Lo spettacolo, nato vent'anni fa durante la stagione teatrale 1987-1988 come una raccolta di tiritere, proverbi, storielle personaggi, piccoli e grandi pezzi di realtà popolare di Bari, ma non solo, col tempo si è arricchito di testi, di riflessioni, di indovinelli, battute, canti e filastrocche e soprattutto del vivo apporto del pubblico che è riuscito a “insaporirlo”.
Un “ragù” misto di comicità, del buonumore, della genuinità della vecchia tradizione orale barese ma anche di testi della più alta cultura dialettale come brani tratti dalla Divina Commedia veltate alla barese del poeta Gaetano Savelli o di un toccante Re Lear “trasportato” a Bari dalla genialità di Vito Carofiglio.


Dallo spettacolo Ragù è nato un libro edito da Il Gelso Rosso. Nel volume, arricchito dalle illustrazioni del pittore Michele Damiani, e nel DVD allegato si ritroverà quella Bari che i bisnonni raccontavano ai loro nipoti nelle lunghe serate invernali attorno al braciere o davanti all’uscio di casa alla luce della luna estiva, un patrimonio di cultura e di costume a rischio di scomparsa che, per fortuna, Vito Signorile si ostina a preservare e conservare attraverso la delicata e appagante arte del raccontare, un'arte capace di intrattenere, divertire, sorprendere, meravigliare, commuovere, far sorridere e ridere attraverso il solo suono della parola, la sola intonazione di voce.

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