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  • PRIMA REPLICA/5 Febbraio 2022 h. 21

PADRONE MIO
Testo: S. Lasorsa
Scrittura scenica: N. Conversano, S. Lasorsa, G. Tango
Regia: N. Conversano, S. Lasorsa, G.Tango
Luci: N. Conversano, S. Lasorsa, G.Tango
Arrangiamenti e musiche originali: G.Tango

Un sindacalista, un giornalista, un musicista. Tre vite. Apparentemente molto diverse ma unite da un filo comune, nascosto dietro piccoli screzi, conflitti e protagonismi della routine quotidiana.

Il mondo del lavoro raccontato da chi ha scelto di sposare il punto di vista degli ultimi, gli sfruttati: prima con ricordi, aneddoti e con le canzoni di Leone di Lernia che, come il blues nei campi di cotone, facevano dimenticare “la fatica della giornata”. Poi con storie più amare.

Il caporalato indagato da un giornalista che a sua insaputa diventa ponte tra due mondi, quello del sindacalismo e quello dell’arte, capaci di diventare armi potenti per la lotta dei diritti nel mondo del lavoro. Come Giuseppe Di Vittorio e Matteo Salvatore hanno fatto nelle loro vite, ognuno con i propri mezzi, le proprie esperienze, il proprio lavoro.

Uno spazio scenico diviso rigidamente da muri invisibili, che diventano sempre più sottili fino a cadere, grazie alla forza delle parole e di un libro che i protagonisti si passano di mano in mano e che li rende consapevoli di avere a cuore, al di là delle loro differenze ed apparenti distanze, uno stesso obiettivo: la difesa di tutti i lavoratori sfruttati. Come lo sono anche loro stessi, più o meno consciamente. E come Paola Clemente, bracciante agricola morta di fatica nelle campagne di Andria nel 2015, la cui storia, oltre ad appartenere alla cronaca, diventa un racconto da tramandare, con le parole e con la musica.