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IL PRINCIPINO
Con Vito Signorile, Annamaria De Giorgio, Danilo Giuva
Produzione: TEATRI DI BARI

Giugno, millenovecentottantuno.
Un modesto appartamento nella periferia-dormitorio di una grande città del Sud. Forse Bari. Fuori dalle finestre, prima ancora del mare e del bianco campanile di una Basilica, c’è la Cementifera Fibronit.
Davanti allo schermo, sprofondato in poltrona e avvolto in una vestaglia logora, c’è un uomo anziano: una malattia che confonde lo spazio e il tempo in un eterno presente; al contempo una nuova estrema abbagliante lucidità. Il confine tra le due cose è inconoscibile.
Quello stesso giorno ricompare sulla porta un giovane uomo. È suo figlio. I due non si vedono da tanto.
Lo spettacolo, scritto e diretto da Damiano Nirchio e liberamente tratto dalla traduzione in lingua barese de IL PICCOLO PRINCIPE di Exupery curata da Vito Signorile, esplora il difficile rapporto tra padri e figli e la difficoltà di fare i conti con le proprie radici. Anche con la propria terra d’origine.

Dopo la riuscitissima personificazione Signorile/Bukowski in “Blue Bird Bukowski” per la regia di Licia Lanera, Vito Signorile, attore, regista e uomo di “ordinaria follia” incontra la genialità di Antoine de Saint-Exupéry.
“Tutti i grandi sono stati bambini una volta (ma pochi di essi se ne ricordano)”,

diceva l’autore del celebre capolavoro “Il piccolo principe”.
Partendo da questa ispirazione Damiano Nirchio, già vincitore del premio Eolo Awards 2017 come Miglior drammaturgia e Migliore regia per lo spettacolo “Ahia!”, costruisce “Il principino” una fiaba drammatica e moderna per gli adulti del nostro tempo.
Uno spettacolo che invita ad andare oltre le apparenze e ad abbandonare falsità ed egoismi.
In un modesto appartamento di una città del Sud, a interrompere la solitudine di un vecchio padre, appare un piccolo principe, ormai uomo, che impara a fare i conti con i buchi neri del passato e i limiti e i pregiudizi generazionali.
Un estremo gesto d’amore padre/figlio.

Accanto a Vito Signorile, che vanta tantissimi anni di palcoscenico, cofondatore e direttore artistico di Teatri di Bari, ci sono Danilo Giuva e Anna de Giorgio, attori con un percorso consolidato alle spalle. Giuva collabora da anni con la compagnia Fibre Parallele e di recente ha debuttato con un suo spettacolo, “Mamma”, molto ben accolto dal pubblico e dalla critica. Anna de Giorgio è cofondatrice con Nirchio della compagnia Senza Piume, fortemente impegnata in tematiche sociali e più volte segnalata a premi nazionali.

“Vito Signorile è ad una prova alta del suo percorso artistico, sa essere doloroso, cinico, sbavato e amaro, gorgheggiante di illusioni e promesse, ingordigie e ricordi, avvilito, incupito ironico, beffardo, misterioso (e su questo pedale pigerei ancora)” (Egidio Pani)

“Vito Signorile, attore dotato di carisma, esperienza, dolce disperazione e giovanile entusiasmo…” (Maresa Palmacci)

“Signorile da una lezione di come si recita, come si sta in scena, come si prende (e s’abbandona) il pubblico. Di come si fa il mestiere” (Emilio Nigro)

“Signorile è un animale da palcoscenico che, da veterano del teatro qual è, regala una prova di come si incanta il pubblico, presentando allo spettatore un corpo divorato dalla propria arte” (Mila di Giulio)