Centro Polivalente di Cultura GRUPPO ABELIANO
In collaborazione con
Fondazione BARBA-VARLEY

IL CAVALLO DI LEGNO
TEATRO COME OFFICINA SOCIALE – UN LABORATORIO PER LA CITTÀ
a cura di Franco Perrelli

Comitato scientifico: Eugenio Barba, Leonardo Mancini (Università di Torino), Franco Perrelli (Università di Bari), Maria Grazia Porcelli (Università di Bari), Julia Varley;

“Il teatro è il cavallo di legno per prendere la città”, affermava Julian Beck, e il laboratorio dell’Abeliano, in collaborazione con la Fondazione Barba-Varley, si ripropone di conquistare sfere del sociale cittadino e territoriale che – anche senza saperlo – del teatro hanno bisogno, ma con le quali anche il teatro ha necessità di entrare in contatto per ripensarsi e ricrearsi.

I piani d’intervento saranno sostanzialmente due:
a) Azioni di teatro sociale mirate su particolari categorie della cittadinanza e dei quartieri;
b) Una sorta di università del teatro intesa come diffusione-dibattito sulle pratiche, le teorie e gli orientamenti della scena, comunque in un’ottica partecipativa diffusa e rivolta ai giovani e alle frange più curiose del pubblico.

Al livello a) che intitoleremo Una città come teatro, possiamo prevedere

1) Oca, l’arte che allena il pensiero, laboratorio di uno dei più attivi esponenti e teorici del teatro sociale in Italia, Alberto Pagliarino, format di teatro e gaming sui temi della lotta alle discriminazioni, alle disuguaglianze, e della buona cittadinanza. Il format s’intitola e si basa sulla falsariga del gioco dell’Oca. Ogni casella è un contenuto teatrale che smonta un pregiudizio, dà un’informazione o fa immedesimare il partecipante in una storia vera. Può funzionare sia come workshop che come performance e può coinvolgere tra i 40 e i 100 cittadini appositamente convocati. Il workshop è diretto da Alberto Pagliarino insieme a Fabrizio Stasia e s’indirizza a famiglie, cittadini, giovani adulti e ragazzi che normalmente non vanno a teatro.

2) A) Un teatro per le donne: Libere da Barbablù, laboratorio di Silvia Battaglio. Partendo dalla azioni fisiche, dalle immagini e dai suoni contenuti nella fiaba di riferimento, il seminario ­– nato nel 2021 in collaborazione con il Gruppo Abele Onlus e con l’Istituto per i Beni Marionettistici e il Teatro Popolare – è rivolto a gruppi di donne eterogenei e rappresenta uno spazio di esplorazione volta a favorire la condivisione, lo scambio attivo, la ricerca dei bisogni espressivi e creativi, avviando un confronto su tematiche universali, sulle quali tutti siamo chiamati a interfacciarci. “Puoi aprire soltanto le porte delle stanze che dico io”, sono le parole che Barbablù ripete alla sposa, impostando la vita affettiva all’insegna della paura e del controllo. Sulla scia di questo divieto, la sposa di Barbablù, contrariamente alle altre marionette-spose cadute nelle mani del burattinaio-Barbablù, mette in atto un processo di ricerca e di scoperta di se stessa: nel suo cammino di riscatto e trasformazione, la sposa di Barbablù cerca la luce che abita nei luoghi arcani dell’oscurità e – incarnando il desiderio di non lasciarsi manipolare dalla violenza – attraversa il vasto abisso del potere, metaforicamente rappresentato da Barbablù, per riemergere e parlarci d’amore e liberazione. Nel corso del laboratorio, attraverso esercitazioni e improvvisazioni guidate, sarà possibile sperimentare – sia a livello corale sia individuale – la relazione con il proprio corpo nella ricerca di una gestualità in grado di evocare e di portare alla luce emozioni, intenzioni e mondi interiori non detti, facendo emergere il potenziale espressivo custodito in ognuno di noi.
Il seminario prevede una prima parte di training, una seconda di esplorazione/improvvisazione e una terza di creazione/composizione.

3) B) Un teatro per le donne: sessione dedicata a The Magdalena Project e al Festival Transit, con incontri guidati da Julia Varley a cura della Fondazione Barba-Varley. The Magdalena Project è una rete di donne nel teatro contemporaneo attivo dal 1986. Il Festival Transit, diretto da Julia Varley, realizzerà la sua decima edizione in Danimarca nel giugno 2022 con la partecipazione di 70 artiste da tutto il mondo con spettacoli, seminari e incontri sul tema Lo splendore delle età.

4) Teatro, Religione, Devianza, seminario sull’azione sociale del teatro nei territori controllati dalla mafia, con la presenza di magistrati, operatori teatrali, antropologi, esponenti di varie fedi religiose, a cura del prof. Leonardo Mancini (Università di Torino).

Al livello b) che intitoleremo La città del teatro, possiamo prevedere

5) Città e teatri, seminario sugli spazi scenici, le architetture teatrali e urbane dell’arch. Luca Ruzza (Università di Roma “La Sapienza”), in collaborazione con il Politecnico di Bari.

6) Seminario per giovani attori di Lorenzo Gleijeses, Verso Kafka, con Julia Varley ed Eugenio Barba (a cura della Fondazione Barba-Varley), con la presentazione dello spettacolo Una giornata qualunque del danzatore Gregorio Samsa (regia di Eugenio Barba).

7) Il primo segno, conferenza-seminario sugli albori della creatività di Eugenio Barba per gli allievi delle Accademie di Belle Arti regionali (Fondazione Barba-Varley).

8) LEZIONI DI TEATRO incontri aperti alla cittadinanza e alle scuole, nel corso dei quali – con l’ausilio di audiovisivi e letture d’attore, nei termini di una conferenza di alta divulgazione e di auspicabile impatto comunicativo – s’indagheranno temi cruciali del teatro ai fini di accrescerne la diffusione e la consapevole frequentazione.

Ipotesi:

Franco Ruffini (Università di Roma Tre): Grotowski – chi era;
Alessandro Pontremoli (Università di Torino): Il teatro che danza: prospettive del Tanztheater oggi;
Lorenzo Mango (Università di Napoli “L’Orientale”): Esiste un teatro postmoderno?;
• Un filosofo o un classicista che parli di un tema del teatro antico (per esempio, Luciano Canfora su Aristofane o Massimo Cacciari o Sotera Fornaro su Antigone);
Nicola Savarese (Università di Roma Tre): tema da definirsi.