Prenota online
  • PRIMA REPLICA/24 Ottobre h. 18

Morsi d’Anguria
Scritto da Renato Curci
Interpretato da Renato Curci e Antonella Vittore
Teatro di figura e pantomima

La performance è fatta “a morsi” di numeri comico-poetici, ed è come frutta. Si sviluppa attraverso un originale percorso teatrale e visuale fuori dai canoni classici, ricco di suoni vocali. Non ci sono lunghe trame, ma solo una sottile tensione morale unita alla voglia di stupire, con un’unica finalità: emozionare e trasmettere gioia di vivere al pubblico.
Lo spettacolo, oltre ad essere una dimostrazione di abilità nelle arti teatrali (voce, pantomima e teatro di figura), è frutto di uno studio decennale nel mondo del clown e delle altre arti sceniche.

Durata: 42 min.
Età pubblico: dai 6 anni in su.

Compagnia: Circoforum
La compagnia è attiva nella creazione di storie brevi con un linguaggio comico e poetico, quasi senza parole, ed utilizza le possibilità espressive del corpo. Il gruppo vive in una costante evoluzione creativa.

Renato Curci Autore (iscritto SIAE), comico e regista. Laureato in Lettere moderne, professionista iscritto come attore all’albo dal 1981. Ha iniziato ad occuparsi di teatro a diciassette anni, completando la propria formazione pedagogica a Parigi presso il Forum Théatre (metodo Augusto Boal). Negli anni si è confrontato con le più diverse tecniche di teatro: dal cabaret fatto di mimo e grammelot sino al teatro di figure corporali, in una tensione perenne tra sperimentazione di nuovi linguaggi, creazione artistica ed impegno sociale. A Lima, nel 2004, da vita con Ana Santa Cruz e Hugo Suàrez alla compagnia La santa Rodilla che produce Manologias, uno spettacolo non verbale che riscuote un notevole successo in Spagna, e continua a viaggiare sino ad oggi nei festival internazionali di teatro di figura di mezzo mondo. Ha scritto nel 2011 Teatro di Liberazione (Edizioni La Meridiana).

Antonella Vittore Lavora dal 1987 al 1991 per la Cooperativa Progetto Città di Bari, e frequenta corsi di teatro e clownerie a Parigi. Dal 1992 al 1997 lavora prevalentemente come clown di strada, ma svolge anche un ruolo di formatrice attraverso corsi di clownerie e laboratori per educatori di strada: come quello con il Circolo La Corte, a Bari vecchia, nel 1993. Nel 1998 si stabilisce più continuativamente a Bari e sviluppa un progetto pedagogico per l’infanzia basato sull’aspetto ludico e liberatorio della clownerie: propone quindi laboratori sul clown nelle scuole elementari (significativa per lei l’esperienza biennale con il Comune di Cerignola). Nel 2000 ottiene un finanziamento regionale e finalmente crea il suo “Clown ludobus Opopò” con il quale lavora associando la parte spettacolare a quella dei laboratori di strada, su tutto il territorio nazionale, nelle situazioni più varie: dai teatri ai centri sociali, con minori a rischio e nelle scuole.