• PRIMA REPLICA /Sabato 21 MARZO 2020, h. 21
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I GIGANTI DELLA MONTAGNA – ATTO III
Di Luigi Pirandello
Con Leone Marco Bartolo, Dario Cadei, Otto Marco Mercante, Silvia Lodi, Cristina Mileti, Giuseppe Semeraro
Drammaturgia Valentina Diana
Regia Giuseppe Semeraro
Bande sonore e musiche Leone Marco Bartolo
Produzione Compagnia Principio Attivo

I giganti della montagna è un dramma rimasto incompiuto a causa della morte del famoso drammaturgo nel 1936. Il terzo atto, l’ultimo, non fu mai scritto. Principio attivo si è preso la libertà di riscriverne la parte incompiuta, partendo dalle parole di Pirandello agonizzante mentre descrive a suo figlio la parte finale del dramma e alle quali parole si sono attenuti in maniera fedele, sviluppandolo attraverso una compagnia di anziani o variamente disadattati, fuori dal tempo, fuori tempo. Una compagnia che non è al passo con i tempi, che non si è né integrata né collocata. La compagnia si presenta con il nome OPERA NAZIONALE COMBATTENTI, un nome che rimanda a una legione dismessa di una qualche guerra patria ormai finita e dimenticata, un gruppo di ex combattenti fuori contesto, inutili e disonorati, a cui nessun rispetto è più riservato, che si aggira con un corpo morente in spalla, quello della Contessa Ilse, e là dove trova un teatro, lo occupa e prende in ostaggio il pubblico, costringendolo a sottostare alle regole stabilite da loro, che consistono nel privare temporaneamente (per il tempo dello spettacolo) il pubblico di alcune libertà (Non potrete togliervi le scarpe. Non potrete esprimervi in alcun modo. Non potrete parlare. Non potrete cantare. Non potrete fare acquisti. Non potrete disinvestire titoli. Non potrete licenziare né assumere. Non potrete concepire figli…) Chi va oggi a teatro? Cosa interessa al pubblico? Chi è il pubblico? In questo spettacolo ci sono due pubblici, uno immaginario, evocato dietro un grande fondale bianco e uno reale presente in sala, tra questi due fuochi la nostra compagnia, Opera Nazionale Combattenti si divide mettendo in scena un testo tagliente dove i piani tra realtà e finzione si moltiplicano all’infinito. Un lavoro sulla forza del legame tra il pubblico e il teatro.