• PRIMA REPLICA /Giovedì 21 marzo 2019, h. 21
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Quale Inferno
di e con Marica Mastromarino e Nicola Savi Ferrari
tratto da Divina Commedia – Inferno di Dante Alighieri
adattamento Marica Mastromarino
musiche Nicola Savi Ferrari
supervisione Benedetto Sicca

Come un giro sulle montagne russe scendiamo in velocità fino a Lucifero incontrando i personaggi danteschi più pregni ma anche più “generosi” nel raccontare e raccontarsi. Un viaggio senza cinture di sicurezza affidato a due voci e una chitarra. Un gioco ad evocare-creando attraverso gli endecasillabi danteschi e l’umanità in essi contenuta. Ancora, un viaggio umano verso la canoscenza, un viaggio verso le stelle.

Lo spettacolo è tratto dalla prima delle tre cantiche della Divina Commedia che contiene il viaggio di Dante Alighieri (narratore e protagonista) lungo i tre regni ultraterreni. L’interesse dello spettacolo si concentra sui personaggi più importanti che troviamo lungo l’ Inferno e in particolare su quelli che sono più generosi nel condividere la propria storia: Paolo e Francesca, Pier delle Vigne, Brunetto Latini, Ulisse, Conte Ugolino (dai canti: I, V, XIII, XV, XXVI, XXXIII, XXXIV; alcuni versi dai canti: III, XVIII, IXX, XXI). Lo scopo è quello di renderli vivi e tridimensionali attraverso musica e parole. La musica composta ad hoc vuole andare a riempire il vuoto che si crea tra la parola dantesca scritta e quella recitata, rendendo vividi i suoni dei luoghi e delle emozioni: il rumore del vento, uno sbatter d’ali, uno spavento, il suono del fuoco, i tremori, uno spezzare di tronchi…

Lo spettacolo è composto di tre “voci”: la Parola, il Canto, la Musica. L’attrice impadronendosi delle parole dantesche, passa da narratrice, diretta agli occhi del pubblico, a personaggio che vive la situazione così come Dante passa da narratore a personaggio. Il canto ha il compito di dare voce alla dimensione immaginifica e onirica, creando un ulteriore livello d’espressione e d’interpretazione. La musica infine, spaziando tra diversi generi musicali dal pop al rock, dal jazz al rap ecc… amalgama, proietta immagini, commenta, accompagna – nel senso di portare per mano lo spettatore -, realizza sensazioni, completa la parola sia parlata che cantata. Questa fusione e composizione di linguaggi cerca di rendere le parole, e di conseguenza i luoghi e i personaggi dell’ Inferno dantesco vivi e vividi agli occhi e alle orecchie del pubblico ampliandone così la comprensione.