Dalla relazione di Vito Signorile, direttore artistico di Teatri di Bari, per il nuovo triennio.

Di tanto in tanto si istituisce un nuovo nastro di partenza e sembra che a tutti sia data democratica e paritetica possibilità di partecipazione.

In realtà si tratta della vecchia, stanca, storia di un Sud sempre più sfruttato e bistrattato e di nuove regole che fissano ripartenze senza cancellare vecchi privilegi.

Chi conosce la storia vi partecipa rassegnato o non vi partecipa, altri impareranno a proprie spese.

C’è anche chi, corroborato da fantasia a briglia sciolta e appagato dalla prova sipario delle ore 21, supera false ripartenze, leggi e regole sempre più incomprensibili e mal gestite e supera perfino la tristezza di vedere con quanto cinismo Matematica sorpassi Arte.

Chi scriverà di microstoria del teatro italiano dirà meglio.

Tuttavia, per quanto rallentati e discriminati da una condizione che appare immutabile, possiamo considerarci fortunati.

Per la nostra atavica capacità di resistere e reinventarci, nonostante la tentazione individualistica sempre in agguato. Senza tacere l’attenzione non certo usuale che alcuni amministratori come il Sindaco di Bari e il Presidente della nostra Regione hanno prestato con lungimiranza e altrettanta caparbietà al progetto Teatri di Bari.

Il nostro animo ostinato ci ha portato a guadagnare il riconoscimento dallo Stato quale TRIC Teatro di Rilevante Interesse Culturale.

Ritengo dunque doveroso da parte nostra, in avvio del secondo triennio, dare esempi e creare condizioni di partenza sempre più eque e lungimiranti per noi stessi e per i nostri giovani talenti.

Possibili radici e nuova linfa verso nuove visioni e futuri sempre migliori.

Al contempo vi è l’esigenza di servire al meglio la città.

Le produzioni, le programmazioni e le ospitalità nei Teatri gestiti dal nostro Consorzio, nel rispetto delle esigenze di spettatori – sempre più numerosi, sempre più giovani, sempre più preparati – saranno caratterizzate da qualità alta e tematiche varie e culturalmente avanzate. Fra tradizione e sperimentazione vi è la necessità di promuovere nuovo pubblico e abitudine al teatro – anche nelle periferie – attraverso rassegne, spettacoli evento, invenzioni e curiosità, lunghe tenute di spettacoli, progetti sempre più innovativi indirizzati alle scuole di ogni ordine e grado e alle famiglie.

Sperimentare, Contaminare, Innestare saranno le parole d’ordine che caratterizzeranno il nostro lavoro per i prossimi tre anni con processi produttivi importanti, nel segno della qualità e della ricerca espressiva e linguistica, in continuo confronto con i grandi maestri della scena nazionale ospiti di Teatri di Bari.

Lavoriamo per un progetto degno della Città Metropolitana che ci ospita.

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