È inevitabile che gli eventi portino i pensieri ai corsi e ricorsi storici e ad analizzare vecchi e nuovi pericoli. La situazione attuale li contiene tutti!

Non sono Ottimista. Si parla di date per riaprire… di come superare il momento… Ben venga una data di riapertura ma bisognerà fare i conti con la comprensibile diffidenza del pubblico. stare fermi per un tempo indefinito ma certamente lungo potrebbe/dovrebbe essere utilizzato per mettere ordine nel settore dello spettacolo. Credo che l’Italia sia piuttosto lontana dagli standard europei e, senza giri di parole, diciamo che leggi e regole sono ancora influenzate quando non determinate da lobby e particolarismi che vedono ancora trionfare la grande forbice tra nord e sud ma anche quella tra ricchi e poveri, tanto per citarne un paio. Attenzione, dunque, a coloro che oggi hanno la responsabilità di gestire regole e danari! Il particolare e nuovo nemico che combattiamo, purtroppo monopolizza l’attenzione e può indurre ad errori e suggerire rimedi peggiori del male! Viva il teatro dal vivo. 

Questi sono temi/problemi già sufficienti a far tremare i polsi, dunque ne offro solo un altro alla riflessione di tutti, anche perché a buon intenditore poche parole! Questo problema mi viene suggerito da quanto sta accadendo con le tante, troppe conferenze sullo spettacolo, dove spesso si fa di tutte le erbe un fascio, ci si sforza di apparire uniti per affermare ancora particolarismi.

Lo spettacolo dal vivo è certo tra i più colpiti dal virus ma, come per tutti i settori, anche nel nostro, ci sono interessi diversi e contrastanti:

quelli dei lavoratori dello spettacolo ( i cuori pulsanti, i veri protagonisti della grande macchina); quelli delle “aziende” che si servono dei citati per produrre spettacoli, quelli delle “aziende” che si occupano della distribuzione e della ospitalità degli spettacoli prodotti dalle “aziende” che li producono. Almeno tre organizzazioni diverse e spesso contrastanti tra loro. Quello dello spettacolo live non è un problema unico! Ciascuna di queste tre organizzazioni dovrebbe analizzare propri problemi ed esigenze e poi mediare in un confronto finale La soluzione per una legge unica, equa e moderna.

Ma sembra che ognuno sia smanioso di suggerire soluzioni per l’altro e mi è tornato alla mente il geniale spettacolo di Dario Fo: Tutti uniti! Tutti insieme! Ma scusa quello non è il padrone?

Ne è scaturita una idea per un laboratorio rivoluzionario che sta maturando con una straordinaria partecipazione di attori e tecnici di varia provenienza, che sfocerà in un saggio/spettacolo e nel successivo giro per piazze e teatri pugliesi e non

Note sul progetto ITALIAN GRAFFITI

L’idea parte dal presupposto che questi anni ’20 del terzo millennio, ancorché più raffinati e dominati da internet, presentano segni che ci riportano a quel passato decisamente padronale, fascista, prepotente e arrogante mai debellato in Italia, in Europa e nel mondo. “Padroni delle ferriere” e “Proprietari terrieri” hanno sempre trovato nello Stato e nelle sue strutture alleati e complici. Operai, braccianti, povera gente di ogni latitudine appare (viene fatta apparire) costantemente destinata a soccombere. I bombardamenti dei mezzi di comunicazione, controllati da pochi super ricchi, sono ben più pericolosi delle bombe. Il grande fratello di Orwelliana memoria è ben poca cosa rispetto alla capacità di controllo e di condizionamento attuali.

Immutabile resta solo l’arroganza da impunito di chi si è arricchito col sacrificio e col sangue di tanti poveracci, convinto di poter comprare tutto e tutti e di farla franca.

E in realtà… che ci provi un poveraccio ad aver ragione di un possidente in tribunale!

Un titolo, prima ancora che il frammento di un testo di Dario Fo, (Tutti uniti, tutti insieme! Ma scusa quello non è il padrone?) assieme ad una miriade di testi, frammenti, idee, canzoni, diventano pretesto, canovaccio per mettere assieme lotte operaie e lotte contadine, espedienti di sopravvivenza e furbizie di sopraffazione. Dal contadino/brigante (alla macchia per necessità) al padrone/delinquente (che si macchia per avidità).

Senza tacere la lunga e drammatica epopea degli Emigranti/Immigranti!

Gli eventi, le storie, i canti, le lotte si riferiscono a un tempo e un luogo che sono l’Italia a cavallo tra fine ottocento e prima metà del novecento ma potremo facilmente immaginare (e lasciare intravvedere) si riferiscano ad ogni tempo, ad ogni paese.

Buon tutto a tutti noi.

v-s.

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