Un giorno di fine estate 2020 vengo sorpresa da un comunicato del Teatro Abeliano su internet:
“Tutti uniti! Tutti insieme! Ma scusa, quello non è il padrone?” del grande Diario Fo.
Si cercavano attori e aspiranti tali per un progetto di laboratorio “rivoluzionario”. Mi ci sono tuffata testa e piedi con tutto l’entusiasmo di sempre. Certo Andria e Bari sono molto distanti ma mai quanto il distanziamento cui ci ha obbligati la pandemia dilagata in quel periodo.

Il Capitano perciò dovette cambiare rotta e il laboratorio divenne momentaneamente virtuale.
Tutto ciò che era stata la vita reale sino ad allora, prese una nuova forma di condivisione, di comunicazione, di contatti solo visivi.
I nostri incontri con i compagni di scena (eravamo più di venti) in streaming… erano una tragedia vera! Linee saltate, immagini sfocate e prove di ciascun attore registrati da un cellulare e inviate al nostro pazzo regista che nonostante tutto, riusciva a “vedere” in ciascuno di noi quel famoso “rospo che non si compra a “Auchan”… perché è così che lui definisce il “folletto” che deve avere un attore.
Insomma, una vera rivoluzione! Il teatro doveva continuare a vivere… ed io pure.
Dovevo essere la narratrice, una popolana eclettica un po’ ruffiana un po’ guaritrice ma durante tutta la prima parte del laboratorio non avevo a chi “narrare” la mia storia se non alla camera di un cellulare.
È stato un lavoro difficile, proprio perché il “gioco” avveniva tra le mura di casa mia, magari tra una faccenda domestica e lo smart working, niente palcoscenico, niente sipario, niente compagni di scena… solo immaginazione e tanta voglia di riprendere a respirare l’odore di quelle tavole di legno.
Il sipario si riaprì il 13 giugno del 2021; “tutti uniti tutti insieme ” andò bene; il teatro era di nuovo pieno seppur con restrizioni di sicurezza e pian piano si ricominciava a sognare.
Il nostro Capitano aveva guardato oltre.
Il secondo anno “accademico” di Italian Graffiti ci ha impegnati anche in un progetto di drammaturgia.
E’ nata Giulia! Un personaggio di cui vado fiera così come di essere a bordo della “Zattera”.
Approdati all’isola del dubbio amletico e subito ripartiti verso… l’isola che non c’è…
l’isola dei nostri sogni (forse)!
I naviganti sono diminuiti e sono rimasti i più coraggiosi (o forse i più incoscienti), certamente i più appassionati, i sognatori incalliti come il nocchiero della zattera e nostro capitano.
Ma credo che il meglio deve ancora venire.

Antonella Liso

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